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Scontro nella maggioranza, affondo del M5s: “Siri lasci”

La tregua di Pasqua dura poche ore, resa dei conti nell'esecutivo. Il Cdm, che deve esaminare il Salva Roma, slitta alle 19, ma non compare all'ordine del giorno il decreto sulla crescita

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REGGIO EMILIA – Scontro finale nella maggioranza. La tregua di Pasqua tra M5S e Lega non dura che una manciata d’ore. A far rialzare la tensione il ‘Salva Roma’: il Consiglio dei ministri slitta alle 19, ma non compare all’ordine del giorno il decreto crescita. Mentre il Movimento torna alla carica sul caso Siri, chiedendo le dimissioni del sottosegretario. Ma è lite anche sul 25 aprile alla vigilia della festa della Liberazione.

Il vicepremier Matteo Salvini al Giornale radio Rai (Radio1) insiste: “Regali a qualcuno non ne facciamo. Non ci può essere un intervento salva-Raggi quando ci sono tanti comuni italiani in difficoltà e che hanno bisogno. O si aiutano tutti oppure non ci sono cittadini di serie A o di serie B, così come non ci sono sindaci di Serie A e di Serie B”. “No, no, abbiamo troppe cose da fare quindi figuriamoci se la Lega abbia voglia di far saltare tutto questo”, ha detto ancora Salvini.

“Cosa penso del muro della Lega su Roma? Nulla, trovo grave che per fare campagna si colpisca la capitale lanciando slogan su un provvedimento a costo zero – ha detto Luigi Di Maio -. È probabile che Salvini non abbia compreso la natura della misura, visto che punta a non far pagare più non solo ai romani gli interessi su un debito vecchio di 20 anni alle banche, ma anche a tutti gli italiani considerato che i 300 milioni il governo Berlusconi li prese nel 2008 dalla fiscalità generale. Spiegherò io stesso tutto questo a Salvini e sono sicuro che troveremo una soluzione”.

“Qualsiasi norma che vada ad aiutare un Comune va benissimo, io ho Roma particolarmente nel cuore – ha detto il ministro P.a, Giulia Bongiorno, intervistata ad ‘Agorà’ su Rai Tre -, ma dobbiamo tenere in considerazione il fatto che esistono altri Comuni: l’idea è fare in modo che altri Comuni, che abbiano delle necessità, siano presi in considerazione”. Riguardo al Cdm “il dibattito di oggi deve portare a una sintesi tra le esigenze di Roma e quelle di altri Comuni”, con “norme anche per altri”. Alla domanda se la misura uscirà dal Cdm, replica: “vediamo”.

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