Le rubriche di Reggiosera.it - Italia e mondo

Mattarella: “Libertà non si baratta con la promessa dell’ordine”

Il presidente della Repubblica depone una corona all'Altare della Patria a Roma

REGGIO EMILIA – “La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva”. E’ un passaggio dell’intervento del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Vittorio Veneto.

Nel ventennio fascista, prosegue Mattarella, “non era permesso avere un pensiero autonomo, si doveva soltanto credere. Credere, in modo acritico e assoluto, alle parole d’ordine del regime, alle sue menzogne, alla sua pervasiva propaganda. Bisognava poi obbedire, anche agli ordini più insensati o crudeli. Ordini che impartivano di odiare: gli ebrei, i dissidenti, i Paesi stranieri. L’ossessione del nemico, sempre e dovunque, la stolta convinzione che tutto si potesse risolvere con l’uso della violenza”.

“Molti italiani maturarono la consapevolezza che il riscatto nazionale sarebbe passato attraverso una ferma e fiera rivolta, innanzitutto morale, contro il nazifascismo. Nacque così, anche in Italia, il movimento della Resistenza”, ricorda Mattarella.

“Festeggiare il 25 aprile – giorno anche di San Marco – significa celebrare il ritorno dell’Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent’anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico”. Lo afferma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di Vittorio Veneto.

Stamattina Mattarella ha deposto una corona di alloro all’Altare della Patria, dando così inizio alle celebrazioni ufficiali del 25 aprile, la 74esima Festa nazionale della Liberazione dal nazifascismo. Presenti il premier Giuseppe Conte, la ministra della Difesa Elisabetta Trenta, le alte cariche dello Stato, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

In omaggio alle vittime della strage nazista il premier Giuseppe Conte si è recato invece nel sacrario Fosse Ardeatine, con la ministra Trenta e la sindaca Raggi. “Anche se questo è un luogo di dolore, oggi è un giorno di festa, non facciamo polemiche”, ha detto Conte.