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Il manager reggiano Bagnacani: “Così la Raggi mi ha licenziato”

L'Espresso pubblica l'esposto dell'ex dg di Ama, inviato ai magistrati, in cui si evince che la sindaca avrebbe fatto pressioni “finalizzate a determinare la chiusura del bilancio dell’Ama in passivo, mediante lo storno dei crediti per i servizi cimiteriali”

REGGIO EMILIA – “Roma è fuori controllo”, è l’ammissione della sindaca di Roma Virginia Raggi, secondo l’inchiesta di copertina de l’Espresso in edicola da domenica 21 aprile, che riporta le accuse dell’ex dg e presidente di Ama, il reggiano Lorenzo Bagnacani, riferite ai pm. La sindaca, secondo quanto spiegato nell’inchiesta, avrebbe infatti esercitato “pressioni” indebite su di lui e sull’intero cda dell’azienda, “finalizzate a determinare la chiusura del bilancio dell’Ama in passivo, mediante lo storno dei crediti per i servizi cimiteriali”.

Secondo la denuncia del manager la sindaca lo avrebbe spinto “a togliere dall’attivo dell’azienda (il bilancio era in utile per oltre mezzo milione di euro, un dato di poco inferiore rispetto a quello dell’anno precedente) crediti che invece erano certi, liquidi ed esigibili con l’unico obiettivo – sostiene Bagnacani – di portare i conti di Ama in rosso”.

La rilevanza penale della vicenda è ancora tutta da dimostrare, ma Bagnacani a fine marzo allega all’esposto che presenta in Procura alcune registrazioni contenenti colloqui tra lui, Raggi e altri dirigenti comunali, oltre a centinaia di conversazioni a due fatte con la sindaca su Telegram e WhatsApp. Frasi-choc della sindaca finite nelle indagini su Ama della Procura di Roma e audio pubblicati ora da l’Espresso.

Raggi intima a Bagnacani: “Devi modificare i conti. Punto. Anche se i miei uomini ti dicono che la luna è piatta”. Le registrazioni svelano una sindaca inedita. Che, pur di far cambiare idea al suo amministratore delegato, arriva a promettergli un prestito in favore di Ama da ben 205 milioni di euro (“così ti levi dalle palle le banche”). E che, spazientita, dice che Roma “è praticamente fuori controllo”, che “i sindacati fanno quel cazzo che vogliono”, e la Tari, la tassa sui rifiuti, non può essere aumentata perché “i romani oggi si affacciano e vedono la merda. In alcune zone purtroppo è così, in altre zone è pulito e tenete bene…in altre zone…cioè non c’è modo, non c’è modo. Allora…quando ai romani gli dico sì la città è sporca però vi aumento la Tari, ma io scateno, cioè mettono la città a ferro e fuoco altro che gilet gialli”.

In pole position per prendere il posto di Bagnacani, ricorda l’inchiesta de l’Espresso, ora c’è l’avvocato Pieremilo Sammarco, che ha mandato il suo curriculum per diventare presidente di Ama. Raggi ha lavorato nel suo studio prima di diventare sindaca. “Pieremilio? È il mio dominus”, ha detto la sindaca in passato.

“Se quanto riportato corrispondesse a verità, si tratterebbe di un fatto di gravità inaudita. Per rispetto delle regole interne del Movimento cui appartiene, sarebbe opportuno per Raggi presentare subito le dimissioni”, dichiarano i capogruppo della Lega.

“Molto rumore per nulla – commenta la sindaca Raggi -. Indagano il governatore dell’Umbria Catiuscia Marini per concorsi truccati nella sanità; il sottosegretario della Lega Siri per una presunta tangente di 30mila euro tra Sicilia e Liguria; il segretario del Pd e Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, per finanziamento illecito…ma parlano di me. Parlano di audio rubati in cui dico quello che direbbe qualsiasi altro cittadino di Roma”.

“Me la prendo duramente con l’ex amministratore delegato dell’Ama perché ci sono i rifiuti in strada e non lo posso accettare. Uso parolacce ma non me ne vergogno perché sono incazzata quando vedo chi pensa a prendere i premi aziendali piuttosto che a pulire la città. Perché questo è quello che si ascolta in quegli audio. Nessuna pressione ma solo tanta rabbia per chi non ha fatto bene il lavoro per il quale era pagato”, aggiunge Raggi.