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Iori (PD): “La lotta alla droga è sparita dall’agenda politica”

Matteo Iori, candidato al consiglio comunale per il Pd interviene dopo il maxi sequestro dei giorni scorsi

REGGIO EMILIALe cronache ci informano del fatto che ieri la Squadra Mobile della Questura ha fatto uno dei sequestri di droga più importanti della storia di Reggio Emilia, con ben 221 kg di droga sequestrata. Al di là dei più vivi complimenti agli uomini delle forze dell’ordine per il risultato conseguito, credo sia opportuna una riflessione più politica e lo dico come candidato nella lista del PD alle prossime elezioni amministrative.

Purtroppo da un punto di vista di programmi politici il tema della droga viene spesso sottovalutato, ma i dati ci dicono che sottovalutarlo è un errore: in Italia nel 2018 i sequestri di eroina sono stati pari a 886 kg (raddoppiati dal 2016), per quanto riguarda la cocaina nel solo gennaio 2019 sono stati sequestrati 644 kg a Livorno e 2 tonnellate a Genova (il più ingente sequestro di cocaina in Italia negli ultimi 25 anni), ieri a Reggio Emilia sono stati sequestrati 221 kg di droga…

Se tutta questa droga arriva in Italia significa che qualcuno la usa e Reggio Emilia non è certo un’isola felice, eppure il tema della lotta alle droghe sembra sparito dai programmi politici. Oggi assistiamo ad una “normalizzazione dei consumi”, la figura del tossicodipendente di strada ha lasciato il posto ad un consumatore molto più inserito nei contesti di vita cosiddetti normali.

Anche i giovani si stanno riavvicinando all’eroina, non tanto per via iniettiva quanto fumandola, e questo di fatto rende necessario un cambio di paradigma nell’agire nei contesti di consumo. Negli ultimi due anni hanno visto un grande sviluppo le NPS (nuove sostanze psicoattive): droghe sintetiche, facilmente reperibili sul web, di origine legale a dalle ripercussioni non prevedibili. Nell’ultimo Rapporto dell’Osservatorio europeo delle droghe (EMCDDA), viene segnalata l’individuazione di 670 nuove droghe di questo genere.

L’Organizzazione mondiale della Sanità ci dice che occorre lavorare su quattro pilastri: la repressione tramite le forze dell’ordine, la prevenzione potenziando relazioni e informazioni nei contesti giovanili, la riduzione del danno attraverso il lavoro con i tossicodipendenti limitando i rischi per loro e per la società, la cura per aiutare le persone a disintossicarsi e a fare programmi di recupero.

Sapendo che le Forze dell’ordine fanno già un ottimo lavoro e non dipendono da competenze comunali, penso che però la nostra prossima amministrazione debba comunque prendere degli impegni concreti, come: potenziare il numero di uscite di operatori di strada in zone con maggiore presenza di tossicodipendenti, aumentare le azioni finalizzate a creare un aggancio di persone non conosciute dai servizi pubblici per facilitare l’invio ai Servizi per Tossicodipendenti, potenziare i servizi volti alla riduzione dei rischi sanitari per ridurre al minimo il numero di siringhe sporche in giro e facilitare la distribuzione di narcan per ridurre le overdose e materiali per attività di informazione sui rischi delle droghe, aprire luoghi di accoglienza diurni e notturni nei quali i tossicodipendenti attivi possano stare creando un aggancio con gli operatori del territorio e diminuendo la loro presenza e impatto sulla città, perché più inclusione vuol dire più sicurezza per tutti, incrementare le attività per i giovani all’interno dei contesti del divertimento notturno seguendo le linee guida dell’educativa di strada della Regione Emilia Romagna, creando spazi informali di informazione sui rischi delle droghe e sugli atteggiamenti sessuali a rischio.

La droga e chi la consuma non sono problemi scomparsi, solo se ne parla molto meno; la città deve impegnarsi a tenere alta la guardia, a reprimere quando serve ma anche a tutelare i più giovani e non lasciare nessuno indietro.