Guastalla, furbetti del cartellino pure in mansioni di pubblica utilità

La donna andava a fare spese o tornava a casa per uscirne solo in tempo utile per timbrare l'uscita dal lavoro

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GUASTALLA (Reggio Emilia) – ‘Furbetti del cartellino’ anche tra chi svolge lavori di pubblica utilita’. Succede a Guastalla dove una donna e’ stata denunciata: la polizia municipale ha accertato che, dopo aver regolarmente timbrato il cartellino, invece di raggiungere il proprio posto di lavoro per svolgere le mansioni affidatele, andava a fare spese o tornava a casa per uscirne solo in tempo utile per timbrare l’uscita dal lavoro.

A racconarlo una nota dell’Unione dei Comuni della bassa reggiana spiegando che, “con appostamenti e riprese filmate, gli operatori hanno dimostrato che le assenze non erano casuali ma continue, e pertanto hanno proceduto ad informare l’autorita’ giudiziaria procedendo anche alla denuncia della donna per violazione degli obblighi del lavoro di pubblica utilita’”.

Per lei, le conseguenze “potrebbero essere molto gravi. Infatti in questi casi e’ previsto il ripristino della pena iniziale di sei mesi, viene attivata la sospensione della patente e decretata la confisca del veicolo”. L’Unione di Comuni ricorda che il lavoro di pubblica utilita’ puo’ essere disposto dal giudice in tutti i casi di condanna per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: oltre a sospendere la pena detentiva, il magistrato stoppa anche le pene accessorie come sospensione della patente e confisca del veicolo.

Ora invece la donna che ha fatto credere di essere a lavorare, “come i cosiddetti furbetti del cartellino”, rischia una ulteriore condanna fino ad un anno di detenzione. Se invece il lavoro viene svolto regolarmente, al termine del periodo stabilito, il giudice e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla meta’ della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato, che viene cosi’ restituito al proprietario.

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