Fiere, Terminal one: “Nuova asta, ma con nostro prezzo”

Il gestore: "Siamo pronti a un'offerta, ma su nuove valutazioni dei capannoni"

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REGGIO EMILIA – Ok il prezzo lo facciamo noi. Si riassume cosi’ la posizione di Terminal one che da circa due anni gestisce le fiere di Reggio Emilia (societa’ in liquidazione), dopo la quarta asta andata deserta (con base a otto milioni) per la vendita dei capannoni di via Filangeri. Per facilitare “l’assegnazione definitiva” delle infrastrutture che piu’ volte ha dichiarato di voler acquisire, Terminal one si dice infatti disponibile “ad inoltrare agli organi del concordato una offerta irrevocabile cauzionata, che si propone principalmente l’obiettivo di consentire l’attivazione di un’ultima gara competitiva la cui base d’asta sia la cifra offerta da Terminal One, ovviamente aperta ad ulteriori competitor che possano eventualmente rilanciare”.

Gli imprenditori soci del consorzio gestore, dettano poi anche i tempi: “Entro il 24 maggio, prima delle elezioni amministrative”. Inoltre la societa’ e’ pronta a sottoporre agli organi della procedura le valutazioni realizzate per suo conto da esperti in consulenze internazionali sulla base degli attuali valori di mercato del polo fieristico.

Tutto questo perche’, viene spiegato, “crediamo sia ormai evidente che il valore attribuito alle Fiere dagli esperti estimatori designati dal concordato non sia piu’ attuale e realistico: la fase storica ed economica del settore immobiliare e’ profondamente mutata in questi anni a seguito della crisi e l’unico criterio accettato oggi dal mercato per le valutazioni degli immobili e’ ormai solo quello del “rendimento”, proprio come per tutti gli altri investimenti”. Inoltre “come in altre procedure concorsuali il criterio di valutazione ‘costo al metro quadrato’ si rivela completamente fuorviante e disallineato con il mercato”.

Infine “riteniamo si debba tener conto del fatto che quello delle Fiere e’ un settore in fase di trasformazione e ristrutturazione a livello generale, e specialmente in Italia”. Senza contare che “oggi le infrastrutture presentano un quadro di continua emergenza per quanto riguarda gli edifici, le reti idriche e non solo. Gestirle in un quadro di affittanza d’azienda e’ non soltanto dispendioso, ma rende impossibile lo sviluppo dell’attivita’ fieristica e qualsiasi programmazione a medio termine”.

Sottolineando il fatto di stare operando “in regime di perdita economica, senza alcuna possibilita’ di sviluppo dell’attivita’”, Terminal one chiede infine l’attivazione di un tavolo di confronto con il Comune e la Provincia di Reggio Emilia “proprio nell’ottica di garantire che lo sviluppo delle attivita’ sia in linea con l’interesse del territorio, oltre a quello degli imprenditori che hanno investito e rischiato i loro capitali”. Insomma, conclude il gestore del polo, “il nostro interesse permane, ma vstoreorremmo che il quadro odierno che ci vede nel ruolo di gestori non perdurasse ancora a lungo”.

Per questo “auspichiamo che queste nuove e concrete proposte elaborate da Terminal One per uno sviluppo positivo e rapido della situazione vengano colte. Altrimenti, se resteranno inascoltate, ne prenderemo atto ed effettueremo le dovute valutazioni sulla prosecuzione del nostro impegno”.

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