Carte false per avere detrazioni fiscali, pakistano denunciato

Il titolare di un'agenzia di pratiche per stranieri di Carpi nei guai per falso e ricettazione

REGGIO EMILIA – Ha presentato “almeno 188 documenti falsificati all’Agenzia delle entrate di Reggio Emilia, a favore di altrettanti connazionali”, per ottenere “detrazioni e agevolazioni fiscali o di welfare in via di completa quantificazione”. Per questo A.F., un 39enne pakistano titolare di un’agenzia di pratiche per stranieri di Carpi, e’ stato denunciato per falso e ricettazione dalla Squadra mobile della Polizia.

La vicenda, spiega la Questura reggiana, e’ iniziata “nei primi giorni di luglio del 2018, quando la Prefettura di Reggio Emilia aveva segnalato alla Procura e alla Questura che su alcuni documenti legalizzati presentati all’Agenzia delle entrate” della citta’ emiliana, necessari per l’attribuzione del codice fiscale, “erano stati artificiosamente apposti timbri sottratti ad opera di ignoti dagli uffici della Prefettura”.

A seguito della segnalazione la Squadra mobile “ha avviato le indagini sugli ‘Affidavit’, tutti asseritamente rilasciati dal Consolato generale del Pakistan e legalizzati con l’apposizione dei tre timbri rubati”. Il documento legalizzato “veniva cosi’ presentato dallo straniero come documento giustificativo per ottenere l’attribuzione dei codici fiscali dei familiari a carico, e quindi era necessario per richiedere le detrazioni fiscali”.

Dalle verifiche svolte in collaborazione con l’Agenzia delle entrate i poliziotti sono risaliti al titolare dell’agenzia di Carpi, che aveva prodotto le pratiche falsificate, pratiche che “permettevano l’attribuzione di ben 380 codici fiscali”, e i successivi accertamenti al Consolato generale del Pakistan di Milano hanno permesso di stabilire che “anche gli ‘Affidavit’ presentati all’Agenzia delle entrate erano falsi, in quanto non redatti su carta intestata del Consolato e con timbro e firma del console generale risultati falsificati”.

Alla fine, fa sapere la Questura, “la perquisizione svolta nello studio di consulenza di Carpi ha permesso di recuperare i timbri sottratti alla Prefettura e utilizzati per la legalizzazione, oltre alla documentazione digitale contenuta nel pc dell’indagato, tra cui le scansioni del timbro del Consolato del Pakistan e la firma del console pakistano usati per la redazione degli ‘Affidavit'”. Ora sara’ necessario chiarire se le 188 persone a favore delle quali erano stati presentati i documenti falsi siano state raggirate dall’indagato e abbiano comunque diritto ai benefici fiscali, nel qual caso dovranno produrre dei documenti veri che attestino questo loro diritto, oppure se fossero d’accordo con lui.