Neonato morto dopo circoncisione, caccia al “santone” ghanese

L'uomo è stato identificato e individuato, ma al momento è irreperibile. Nel caso del bambino morto a novembre, che potrebbe essergli attribuito, era stata usata una lametta da barba

REGGIO EMILIA – Si cerca il “dottore” (così lo chiamano nell’ambiente) ghanese che ha effettuato la circoncisione che ha portato alla morte del neonato cinque mesi, nella notte fra venerdì e sabato, all’ospedale S. Orsola di Bologna. Il sostituto procuratore Isabella Chiesi, titolare dell’inchiesta per omicidio colposo, ha già messo sotto indagine il padre, un 40enne ghanese impiegato, e la madre, una 30enne ghanese disoccupata.

Il ghanese che ha effettuato l’operazione è indagato pure lui per omicidio colposo in concorso con i genitori del neonato. Noto per aver già effettuato operazioni simili, l’uomo, che viene da Modena, è stato identificato e individuato, ma al momento è irreperibile. Potrebbe essere lo stesso uomo che avrebbe effettuato l’operazione costata la vita a un altro bimbo, di quattro mesi, morto in circostanze analoghe nel novembre scorso a Reggio Emilia.

A coordinare le indagini, per quel che riguarda il versante modenese, è il sostituto procuratore Iacopo Berardi. I genitori del bambino, invece, sono difesi dall’avvocato Giuseppe Caldarola. La procura ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita nei prossimi giorni. Nel corso dell’autopsia avvenuto a novembre, sull’altro bambino che sarebbe stato operato dal santone modenese, era emerso che era stata usata una lametta da barba per compiere la circoncisione.