Maxi operazione contro la ‘ndrangheta, sette arresti a Reggio

Sequestrati beni per milioni di euro. In tutto sono una ventina i soggetti residenti sul nostro territorio coinvolti nell’operazione. Il M5S: "La febbre non è passata"

REGGIO EMILIA – Sono 20 i reggiani coinvolti nell’operazione della Dda di Venezia, con 33 misure cautelari, contro le infiltrazioni nel tessuto economico del Veneto da parte dei clan cutresi della ‘ndrangheta. Nel mirino degli inquirenti, in particolare, i presunti esponenti di una costola della cosca Grande Aracri, accusati a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, riciclaggio, ed emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

A Reggio Emilia i Carabinieri hanno eseguito sette arresti e tre perquisizioni a carico di indagati. Gli arrestati sono: Antonio Brugnano, Marco Carretti, Giuseppe De Luca, Salvatore Innocenti, Sergio Lonetti, Vincenzo Marchio e Antonio Mazzei. A questi provvedimenti si aggiungono 13 ordinanze di custodia cautelare alcune delle quali rivolte a persone che gia’ si trovano in carcere poiche’ condannate in primo grado il 31 ottobre scorso nel maxi processo Aemilia, che ha messo alla sbarra proprio i sodali emiliani del clan Grande Aracri.

La nuova misura e’ stata notificata in cella, tra gli altri, a Gaetano Blasco, Francesco, Michele e Sergio Bolognino, Gianni Floro Vito, Giuseppe Richichi, Francesco e Pasquale Scida, Mario Vulcano e Donato Clausi.

Le attivita’ illecite registrate dagli inquirenti veneti ricalcano il copione gia’ visto in Emilia. I componenti della cosca avvicinavano gli imprenditori e si insinuavano nelle aziende attraverso prestiti e taglieggio, fino a estromettere i titolari, controllare le aziende dall’interno e utilizzarle per operazioni di riciclaggio.

Il M5S: “La febbre non è passata”
“I nuovi arresti e indagati per ‘ndrangheta nel reggiano rappresentano il termometro di una febbre mortale che non e’ affatto passata”. E’ il commento di Rossella Ognibene, candidata a sindaco di Reggio Emilia del Movimento 5 Stelle, sui provvedimenti eseguiti oggi in citta’ dai Carabinieri, scaturiti da un’operazione della direzione distrettuale antimafia di Venezia. “Occorre una cura drastica e la massima consapevolezza da parte di ogni cittadino che questa e’ una emergenza”, aggiunge Ognibene.