Malformazioni congenite, Zolezzi (M5S): “Reggio sopra media nazionale”

Il parlamentare e medico pentastellato: "Il limite massimo dovrebbe essere del 2%, mentre in provincia siamo al 3,55%. Negli ultimi anni si è registrata un'impennata di casi". Ben 160 malformazioni congenite su 4.503 nati nel 2016 (erano 42 su 4.792 nati nel 2002)

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REGGIO EMILIA – “Sul fronte delle malformazioni congenite occorrono indagini approfondite per comprendere le cause di un drammatico aumento di questo tipo di patologie. In Emilia-Romagna, ed anche in particolare nella provincia di Reggio Emilia, negli ultimi anni si è infatti registrata un’impennata di casi”. Si tratta, secondo i dati forniti durante l’incontro con i giornalisti, di 160 malformazioni congenite su 4.503 nati nel 2016 (erano 42 su 4.792 nati nel 2002). Un dato che è il doppio della media regionale.

I dati sono stati illustrati oggi da Alberto Zolezzi, vicecapogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle e medico ospedaliero specializzato in malattie dell’apparato respiratorio dell’Ospedale di Mantova e primo firmatario della nuova legge sulla “Rete nazionale dei registri tumori e dei sistemi di sorveglianza ed il referto epidemiologico”, durante una conferenza stampa che si è tenuta all’Hotel Europa che è stata anche l’occasione per presentare il candidato al consiglio comunale per il Movimento 5 Stelle il dottor Fabrizio Aguzzoli, dirigente medico di 1° livello presso la Chirurgia generale a prevalente indirizzo oncologico ricostruttivo dell’Arcispedale Santa Maria Nuova.

Il deputato ha presentato le analisi che sono seguite ad un accesso agli atti negli enti sanitari territoriali che poi hanno messo il medico in contatto con il Registro regionale malformazioni. Questi dati, depositati all’università di Ferrara, sono poi stati elaborati dallo stesso ateneo.

Zolezzi: “Malformazioni congenite superiori alla media a Reggio”
Spiega Zolezzi: “Secondo Eurocat (Network europeo dei registri delle malformazioni congenite), il limite massimo su un territorio per le malformazioni congenite è il 2%. Limite massimo che in Pianura Padana ed Emilia Romagna è abbondantemente superato in moltissimi Comuni e nel 2016 si attesta al 3.16% e il 3.55% in provincia di Reggio Emilia. L’esposizione della madre e del feto a fattori che provocano notoriamente malformazioni nell’embrione (infettivi, fisici, chimici, patologie materne) causa circa il 9-10% dei difetti, mentre il 65% ha un’eziologia non nota, forse correlata a complesse interazioni tra il gene e l’ambiente”.

“A Reggio Emilia abbiamo un + 408% di malformazioni congenite”
Continua il medico e deputato: “Abbiamo analizzato i dati. In Emilia-Romagna dal 2002 al 2016 si è registrato un incremento del 213% di malformazioni congenite. Una incremento quasi doppio rispetto alla media regionale nella provincia di Reggio Emilia, dove si è registrato un aumento di casi del 408%. Se è vero che i metodi di mappatura delle malformazioni sono migliorati nel corso degli anni, va detto che le malformazioni possono essere lo specchio di eventi vicini nel tempo e nello spazio (pochi chilometri da eventuali fattori causali), per cui l’attenzione deve essere alta e vanno trovate spiegazioni per le temibili malformazioni che sono un attentato al futuro”.

La nuova legge
Dice Zolezzi: “E’ un traguardo storico che arriva al termine di una lunga battaglia iniziata la scorsa legislatura e un’arma indispensabile nella lotta due dei principali mali della nostra epoca: il cancro e altre patologie congenite. Grazie al Movimento 5 Stelle la “Rete nazionale dei registri tumori e dei sistemi di Sorveglianza ed il referto epidemiologico” è legge. Questa legge è una svolta perché introduce alcuni criteri che non si limitano alla raccolta di dati ma li mettono a sistema, consentendo così di valutare, sulla base di prove scientifiche, la correlazione tra l’insorgenza di determinate patologie e possibili fattori causali ambientali e professionali. Come per esempio inquinamento , la presenza di rifiuti tossici e impianti di smaltimento rifiuti, industrie insalubri come quelle chimiche”.

“Una rivoluzione per welfare, salute e ambiente”
Spiega il parlamentare: “Con la Rete nazionale del registro dei tumori dei sistemi di sorveglianza e dei registri epidemiologici”, non solo sarà possibile mettere a sistema gli oltre 40 registri per monitorare l’incidenza e la mortalità oncologica su tutto il territorio nazionale, ma si potranno anche comparare i dati per individuare, studiare e intervenire sulle criticità Con il referto epidemiologico, si potrà monitorare la diffusione e l’andamento delle principali patologie e della mortalità in una specifica comunità, valutando, al tempo stesso, la correlazione tra l’insorgenza dei tumori e altri fattori, a cominciare dalla situazione ambientale”.

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