Mafie, sono 26 le imprese con il marchio Whitelist

Controlli legalità su 646 aziende dal 2017. Li ha fatti lo Ual della Provincia che aiuta i Comuni contro le infiltrazioni

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REGGIO EMILIA – Sono oggi 26 le imprese della provincia di Reggio Emilia che, dopo essersi iscritte alla “whitelist” della Prefettura, hanno chiesto e ottenuto il “marchio” che lo attesta, rilasciato in tutti i Comuni dall'”Ufficio associato legalita’ (Ual)” della Provincia.

Si tratta dello strumento nato nel 2016, un anno dopo l’inchiesta Aemilia contro la ‘ndrangheta, voluto dal Comune di Reggio Emilia per prevenire le infiltrazioni criminali nel tessuto economico locale. L’iniziativa e’ stata poi condivisa, con un apposito protocollo, anche da Camera di commercio e associazioni di categoria delle imprese.

Obiettivo del marchio di legalita’, che le aziende richiedono volontariamente, e’ rendere visibili le imprese del settore edile che operano sul mercato secondo le regole, certificando appunto la loro iscrizione alla whitelist provinciale. E offrendo nello stesso tempo a queste realta’ un “valore aggiunto” (quello di aziende “sane”) da poter spendere come vantaggio competitivo. Al “bollino antimafia” e’ ora dedicato anche un apposito sito internet www.whitelistreggioemilia.it che, oltre a riportare le aziende che se ne fregiano, contiene tutte le informazioni su come ottenerlo.

“È un’ulteriore azione concreta sul tema della legalita’ che valorizza un percorso condiviso con le associazioni economiche e rafforza non solo il fronte del presidio della legalita’, ma anche le opportunita’ commerciali per le aziende, derivando da questo logo una sorta di ‘certificazione di qualita” di inceccepibile comportamento nei percorsi di legalita’”, dice il sindaco Luca Vecchi.

Insieme “alle altre associazioni abbiamo da subito visto nel marchio Whitelist il giusto mezzo per mostrare in trasparenza ai consumatori che l’azienda dalla quale acquistano beni o servizi e’ un’azienda sana, rispettosa delle leggi e dei diritti dei lavoratori”, afferma Legacoop Emilia Ovest. Sottolineando inoltre che le sue associate dotate del marchio whitelist sono attualmente 15, mentre altre 11 ne hanno fatto richiesta.

Controlli legalità su 646 aziende dal 2017
Da maggio del 2017 ad oggi sono in tutto 646 le richieste di verifiche antimafia, che interessano le aziende di 29 Comuni, seguite dall’ufficio unico legalita’ della provincia di Reggio Emilia (Ual). Lo sportello e’ in pratica una sorta di “back office” dei Comuni, che gestisce i controlli sulle pratiche di certificazione antimafia relative alle aziende private di tutto il territorio provinciale.

Cuore dell’attivita’ dello Ual e’ in particolare il rispetto del protocollo di legalita’ nel campo dell’edilizia e dell’urbanistica privata che, partito dal Comune capoluogo nel 2017, e’ stato esteso a inizio 2018 a tutti gli altri della provincia. E che prevede nuovi strumenti di verifica, tra cui l’obbligo della comunicazione antimafia anche per permessi di costruire al di sotto dei 70.000 euro e accertamenti puntuali su una parte rilevante delle ristrutturazioni.

Strettamente collegato al protocollo e’ l’Ual, creato per alleggerire il carico di lavoro amministrativo dei Comuni piu’ piccoli, che spesso non hanno le risorse per controllare il “rating di legalita’” delle aziende a cui intendono affidare lavori. In questo modo le amministrazioni sono quindi meno oberate e nello stesso tempo meno esposte al rischio di appalti affidati ad imprese “non pulite”.

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