L’ex sindaco Ermes Coffrini denuncia lo spettacolo antimafia su Brescello

L'ex primo cittadino ha querelato, fra gli altri, il regista e l'ex vigile urbano Donato Ungaro. Martinelli: "Vuole intimidire noi e chi ospiterà il nostro lavoro, ma noi continueremo ad andare in scena con 'Saluti da Brescello'"

REGGIO EMILIA – L’ex sindaco di Brescello, Ermes Coffrini ha depositato in Tribunale a Milano una denuncia per diffamazione per i contenuti del testo che ha ispirato due recenti spettacoli (“Va pensiero” e “Saluti da Brescello”), incentrati sulle infiltrazioni mafiose in Emilia, scritti da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, della compagnia teatrale ravennate Teatro delle Albe. La denuncia, in particolare, è contro l’autore del testo (Marco Martinelli) e l’editore (Marco Belpoliti), ma viene allargata anche all’ex vigile di Brescello Donato Ungaro e a Ermanna Montanari.

Tutto parte dallo spettacolo “Va Pensiero” di Ravenna Teatro che narra la vicenda di un comune della nostra terra infestato dai maneggi fra mafia e politica, liberamente ispirato ai fatti di Brescello. Su questa vicenda Marco Martinelli ha scritto un testo e portato in scena nel 2017 l’opera “Saluti da Brescello”, basandosi sulla storia di Donato Ungaro, il vigile urbano-giornalista di Brescello che fu licenziato in tronco nel 2002 dall’allora sindaco di Brescello Ermes Coffrini e fece causa al Comune. In Tribunale Ungaro ha vinto in tutti i gradi di giudizio e, come è noto, il Comune di Brescello venne poi sciolto per condizionamenti e infiltrazioni della mafia.

Donato Ungaro, in seguito a questa vicenda, ha scritto la sua storia e poi l’ha raccontata a Marco Martinelli, che ne ha tratto appunto “Saluti da Brescello” e, successivamente, in modo più libero, anche lo spettacolo “Va Pensiero”.

Marco Martinelli, intervistato da Ravennanotizie.it ha detto: “Voglio precisare che in questa vicenda non c’entra Ravenna Teatro, siamo chiamati in causa io come autore del testo, l’editore Belpoliti, Ungaro e Ermanna che però non ha nulla a che fare con questa storia. Lei è stata tirata in ballo per errore, perchè Coffrini fa confusione fra ‘Saluti da Brescello’ e ‘Va Pensiero’. Ad ogni modo, noi non abbiamo paura. È evidente che questo signore ci vuole intimidire e con noi vuole intimidire chi è interessato a rappresentare il nostro lavoro. Tant’è che ha mandato il testo della querela a una serie di teatri e organizzatori teatrali per metterli in guardia nei nostri confronti.”

E ha aggiunto: “Siamo tranquilli, perchè il testo si basa sulla testimonianza di Donato Ungaro e sugli atti giudiziari che lo hanno riguardato. Donato Ungaro è uscito vincitore in tutti i gradi di giudizio dalla causa intentata contro il Comune e la sentenza che lo riguarda è passata in giudicato. Quindi nulla di inventato. In secondo luogo, benchè ne possa dire il Coffrini, ricordo che l’amministrazione del Comune di Brescello nel 2016 è stata sciolta per condizionamenti mafiosi. Primo clamoroso caso in Emilia-Romagna. Dunque, non abbiamo paura di continuare a raccontare la realtà e a rappresentare ‘Saluti da Brescello’. Infatti a primavera lo rimetteremo in scena anche a Ravenna e così chi non l’ha ancora visto avrà modo di vederlo.”