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La Rubertelli: “La Stu Reggiane è fuori controllo”

Il candidato sindaco di Alleanza civica è scettico su aumento di capitale e bando periferie

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REGGIO EMILIA – La Stu (Societa’ di trasformazione urbana) che a Reggio Emilia guida la riqualificazione dell’area ex Reggiane torna nel mirino delle opposizioni, dopo le due decisioni assunte in poche ore dalla giunta e dal Consiglio comunale.

Ovvero quella approvata dall’assemblea cittadina di conferire alla societa’ un aumento di capitale da un milione e mezzo e la decisione dell’amministrazione di sottoscrivere una nuova convenzione con la presidenza del Consiglio dei ministri sui fondi del bando perfierie, non mancando pero’ di evidenziare i problemi che questa pone agli interventi in parte avviati del progetto.

La candidata a sindaco Cinzia Rubertelli (Alleanza civica), che al momento del voto in sala del Tricolore sull’aumento di capitale e’ uscita dall’aula, lo considera “una scelta, a nostro modo di vedere, sbagliata figlia di una situazione che e’ chiaramente sfuggita di mano alla maggioranza”.

Un’operazione, prosegue Rubertelli, “per dare ossigeno a una societa’ in crisi di liquidita’, con ben 14 milioni di debiti e 222.000 euro di disponibilita’ liquida al 4 dicembre scorso”. Per di piu’ “un nuovo e ulteriore stanziamento reso possibile solo attraverso la vendita di patrimonio, leggasi azioni Iren”. Per quanto riguarda la convenzione, invece, Rubertelli dice: “Abbiamo sempre pensato che sulle Reggiane si stesse procedendo troppo in fretta, sostenendo impegni finanziari senza avere la certezza delle coperture. Quello che vedevamo come un rischio pare ora trasformarsi in realta’, anche alla luce della notizia della delibera d’urgenza della giunta”.

Dunque e’ “chiaro l’intento politico di addossare la responsabilita’ dell’empasse al Governo gialloverde, ma e’ evidente che il Comune di Reggio e Stu Reggiane, sulla questione, debbano recitare il mea culpa. Quale buon padre di famiglia anticiperebbe delle spese, cosi’ ingenti, senza avere a disposizione le risorse economiche?”. Insomma, chiude la candidata, “siamo d’accordo che l’area andasse riqualificata, ma non c’era urgenza di procedere a passo cosi’ spedito”.

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