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Firme false, assolto il capogruppo del Pd Capelli

Secondo il giudice Sarah Iusto "il fatto non costituisce reato". La procura aveva chiesto otto mesi. Lui: "Legge arcaica, bisogna ampliare la platea dei pubblici ufficiali che sono autorizzati ad autenticare le firme"

REGGIO EMILIA – Il capogruppo in consiglio comunale del Pd, Andrea Capelli, è stato assolto oggi, “perché il fatto non costituisce reato”, dal giudice Sarah Iusto nel processo in cui era imputato. La procura aveva chiesto un anno di condanna, ridotta a otto mesi per effetto del giudizio abbreviato, per il capogruppo del Pd perché, secondo l’accusa, aveva autenticato delle firme false per la lista Centro Democratico in vista delle elezioni regionali del novembre 2014. Capelli si era sempre difeso sostenendo che era inconsapevole che quelle firme fossero false e ha aggiunto che non aveva alcun interesse ad autenticare delle firme fasulle. Ora il giudice Iusto ha deciso che il comportamento del capogruppo “non costituisce reato”.

Dice Capelli: “Sono soddisfatto che ci sia stata una valutazione che ritengo corretta ed equilibrata di questa vicenda. Attendiamo che vengano depositate le motivazioni della sentenza per un commento più approfondito ma certamente non nascondo di essere rasserenato. Colgo l’occasione per ringraziare gli avvocati Nicola Tria, Giulio Cesare Bonazzi e Simona Magnani per l’impegno nel far sì che fosse fatta luce sul caso.
Voglio però sottolineare anche come la vicenda che mi ha visto involontario protagonista segni l’inadeguatezza di una legge che prevede un meccanismo arcaico e sorpassato dai fatti, dimostrato anche dai 400 decreti di condanna penale arrivati in buona parte a reggiani che in buona fede hanno firmato per due liste o che sono stati a loro volta truffati come sono stato truffato io in questa vicenda. La mia solidarietà va a loro”.

Aggiunge Capelli: “Parallelamente vorrei rivolgere un piccolo appello ai parlamentari per cambiare la legge e adeguare il meccanismo democratico alla necessità di sburocratizzare e di “aprire” i luoghi della politica, rendendo l’accesso alle competizioni elettorali più semplice. Ritengo infatti che permettere più agevolmente a una comunità di persone che decidono di provare a concorrere con una lista alla gestione della vita pubblica sia un elemento positivo proprio ora che abbiamo bisogno di più fiducia nella politica e nei partiti. Non dobbiamo avere nessuna paura di avere troppe liste e troppi candidati, occorre abbassare le barriere di ingresso”.

E conclude: “Vorrei a tal proposito avanzare una proposta concreta, quella di ampliare subito la platea dei pubblici ufficiali che sono autorizzati ad autenticare le firme. Non è possibile pensare che solo 32 consiglieri comunali volontari possano autenticare migliaia di firme per centinaia di candidati in decine di liste. Nel lungo termine invece proporrei di ammettere anche alle elezioni amministrative le liste sostenute da gruppi consiliari o da consiglieri uscenti senza bisogno di raccogliere le firme, come già avviene in parlamento In conclusione, posso dire che ora che sono più sereno voglio rinnovare la mia passione per la politica e l’impegno e il sostegno a Luca Vecchi nella campagna elettorale”.