Entra in duomo con un gancio da traino e si sdraia sull’altare

Il pakistano di 24 anni era in forte stato confusionale ed è stato portato dai carabinieri in ospedale per un trattamento sanitario obbligatorio. Sarà denunciato. La Lega e Salati si allarmano

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REGGIO EMILIA – Pakistano di 24 anni entra in duomo con un grosso gancio da traino in mano. Si sdraia sull’altare e poi, spaventati dalla scena, alcuni cittadini chiamano le forze dell’ordine che lo portano via.

L’uomo, stamattina verso le dieci, girava in centro barcollando e tenendo tra le mani un grosso gancio da traino. A un certo punto è entrato in cattedrale. In piazza Prampolini sono arrivati alcuni equipaggi del nucleo radiomobile della compagnia di Reggio, supportati da alcune volanti della questura che sono entrati in duomo e hanno trovato l’uomo sdraiato sull’altare.

Il pakistano, che non ha opposto resistenza, è stato preso in consegna dai carabinieri che lo hanno portato in caserma e identificato. Si tratta di un pakistano 24enne, con ultimo domicilio nell’udinese che poi è stato portato in ospedale per un eventuale trattamento sanitario obbligatorio dato che era in forte stato confusionale. Sarà denunciato per porto di oggetti atti ad offendere. Il gancio traino è stato sequestrato.

L’episodio, senza conseguenze per cose o persone, finisce nel mirino della Lega reggiana che lo definisce “inquietante” e “da non sottovalutare”. La “cosa che desta piu’ preoccupazione – sottolinea l’esponente del Carroccio Matteo Melato – e’ il fatto che questa persona si sia indirizzata in Duomo, quindi in una chiesa, e piu’ precisamente proprio verso l’altare. Un comportamento che puo’ far ricordare i gesti peggiori, tristemente noti, come attentati o atti eclatanti contro la nostra religione”.

Melato rivolge poi un plauso al commerciante del centro che ha seguito e gestito lo straniero fino a all’arrivo delle forze dell’ordine. “Un gesto di grande coraggio – commenta – che testimonia, ancora una volta, quanto conta la presenza dei commercianti anche come presidio di garanzia che offre quella percezione di sicurezza ai cittadini”.

E tuttavia, “se questo soggetto non fosse stato seguito da un semplice cittadino con la struttura fisica per affrontarlo ma avesse incontrato qualcuno di indifeso all’interno della chiesa, cosa sarebbe potuto accadere?”, si chiede il leghista. Per Melato, quindi “e’ un atto che non deve passare sottotraccia e che pone ancora sotto i riflettori il tema sicurezza in questa citta’”.

La Polizia municipale, conclude, “deve essere impiegata, con i dovuti mezzi e la dovuta preparazione, anche come presidio di sicurezza del territorio e non a controllare se i pilomat scendono e salgono”.

Roberto Salati, candidato sindaco della coalizione di centrodestra trainata dal Carroccio rincara la dose: “Un gravissimo episodio che evidenzia quanto nella nostra citta’ sia sempre piu’ necessario alzare la guardia”. Dispiace, continua Salati, “pensare che ora, il percorso giudiziario e sanitario di questo individuo, venga a gravare economicamente sulla nostra societa’”. La “mia Reggio sara’ diversa da questa, la citta’ che ho in mente ha delle priorita’ precise. Una di queste e’ la sicurezza: i cittadini vanno difesi, tutelati, noi abbiamo il diritto di vivere i nostri parchi, le nostre piazze, a tutte le ore del giorno e della notte”.

Conclude quindi Salati: “L’accoglienza senza regole ci ha portato a subire tutto questo: ora e’ venuto il momento di dire basta, la Polizia municipale sara’ impegnata maggiormente sulla sicurezza e meno sulle multe”.

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