Congresso mondiale famiglie, da Reggio a Verona in piazza per i diritti

L'assessore Maramotti sarà nella città scaligera sabato "per rivendicare il rispetto dei diritti costituzionali". Anche la Cgil va a Verona

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REGGIO EMILIA – L’assessora alle Pari Opportunita’ del Comune di Reggio Emilia Natalia Maramotti, in rappresentanza dell’amministrazione, sara’ presente a Verona il prossimo sabato 30 marzo per partecipare al convegno “Libere di scegliere” organizzato da Senonoraquando, al flash mob successivo e, con la fascia tricolore, al grande corteo in programma nella citta’ scaligera in risposta al convegno mondiale delle famiglie.

“Il Comune di Reggio Emilia – spiega Maramotti – sui temi dei diritti umani e civili ha una storia molto lunga e partecipata, che parte dal dopoguerra e arriva fino ai giorni nostri. E’ una citta’ esemplare in tutta Italia sui diritti delle donne e dei diritti delle persone Lgbti e, per questo, sentiamo la necessita’ di essere presenti in piazza a Verona per ribadire il nostro impegno su questi temi e per rivendicare il rispetto dei diritti costituzionali”.

In particolare, aggiunge l’assessore, “mi riferisco all’articolo 3 della nostra Costituzione, in cui si esprime il principio di eguaglianza, e all’articolo 2, che garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalita’, comprese le famiglie omogenitoriali che sono riconosciute dalla Repubblica, senza dimenticare l’articolo 1 della Dichiarazione di diritti umani, che si apre proprio con il principio di riconoscimento della pienezza dei diritti di tutte le persone”.

Da Reggio Emilia partiranno per Verona anche le attiviste della rete “Non una di meno” al grido di “fuori gli oscurantisti e gli omofobi dalle nostre citta’”. Le femministe fanno sapere: “Abbiamo gia’ riempito il primo pullman e ci stiamo organizzando per un secondo autobus”. I mezzi partiranno da Piazzale Europa (dietro la stazione storica) sabato 30 marzo alle 10. Rientro previsto per le 21.30 circa.

Anche la Cgil va a Verona
In occasione del Congresso mondiale della famiglia (29-31 marzo a Verona) la Cgil parteciperà alla mobilitazione del 30 pomeriggio che si terrà nella città veneta.

“La protesta – spiega il sindacato – è stata promossa dal Movimento delle donne – raccogliendo numerosissime adesioni fra le realtà associative e democratiche – per contrastare il tentativo reazionario delle destre mondiali, a partire da ministri del governo italiano di “celebrare e difendere la famiglia naturale come l’unica unità fondamentale della società”– come si legge sul sito dell’iniziativa – ma anche il tentativo di attaccare tutti i diritti conquistati dalle lotte delle donne: il divorzio, l’aborto e la riforma del diritto di famiglia”.

Secondo la Cgil “un chiaro esempio di questa tendenza regressiva e autoritaria è il DDL Pillon (dal nome del primo firmatario), una proposta di legge che vuole modificare il diritto di famiglia a danno delle donne e dei bambini, stigmatizzata anche dall’ONU”.

Alla manifestazione che prenderà avvio alle ore 14:30 – con partenza dalla Stazione FS di Verona in Piazzale 25 Aprile – parteciperà anche la Camera del Lavoro di Reggio Emilia con due pullman in partenza nella tarda mattinata di sabato.

“Il Congresso Mondiale delle Famiglie che si svolge a Verona e ha il patrocinio di diverse Istituzioni e vede la partecipazione di ben tre ministri del governo italiano che, con la scusa di difendere la “famiglia tradizionale”, attaccano in realtà la libertà individuale, in primis delle donne, che vorrebbero chiudere in casa, dando per scontato che se venissero aiutate starebbero volentieri a casa loro a curare i figli. – commenta Elvira Meglioli, segreteria Cgil Reggio Emilia – La Cgil nel suo recente Congresso ha preso una posizione netta su questi temi, impegnandosi a contrastare ogni tentativo di rimettere in discussione i diritti civili e, in particolare, le faticose conquiste delle donne raggiunte nel corso di decenni. Perciò sabato prossimo saremo a Verona per dire NO al tentativo d’imporre una visione di famiglia fortemente discriminatoria, disallineata dal mondo reale ed in contrasto con il dettato costituzionale rispetto alla laicità dello Stato e alla libertà di pensiero”.

Per partecipare si può chiamare lo 0522.457237/8

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