Congresso Legacoop, Bosi e Volta: “Grandi opere, il governo si decida” foto

Bilancio di mandato degli ultimi quattro anni alla cantina di Albinea-Canali, progetti futuri e confronto tra le cooperative di Reggio Emilia, Parma e Piacenza con la Regione e i sindaci. Andrea Volta confermato presidente, vice Luca Bosi e Fabrizio Ramacci

REGGIO EMILIA – “E’ necessario e urgente far ripartire le opere come la Tav Torino-Lione e anche il passante di Bologna, così pure come la tangenziale di Rubiera”. Lo dice a Reggio Sera Andrea Volta, appena riconfermato alla presidenza di Legacoop Emilia Ovest.

Gli fa eco Luca Bosi, vicepresidente, riconfermato anche lui nel suo ruolo, ma, soprattutto, presidente di Sicrea Group, coop di costruzioni, che aggiunge: “Il blocco delle grandi opere sta mettendo in crisi il settore delle costruzioni. Fermarlo ora, nel momento di una possibile ripartenza, crea effetti negativi. Bisogna consentire alle stazioni appaltanti di poter pubblicare i bandi. Il governo deve assumere delle posizioni univoche e definitive sulle opere che sono in progettazione in questi mesi”.

Dichiarazioni a margine del primo congresso di Legacoop Emilia Ovest che si è tenuto oggi, a quattro anni dalla sua fondazione, alla cantina di Albinea Canali. Un colosso che rappresenta 305 cooperative nelle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza per un totale di oltre 400mila soci, 62mila occupati, un valore della produzione complessivo di oltre 7 miliardi di euro, un patrimonio intergenerazionale netto di 2 miliardi. La cooperazione rappresenta quindi una fetta rilevante delle nostre economie territoriali, con un apporto significativo in termini di occupazione, welfare, servizi e prodotti di qualità.

Alla apertura lavori sono intervenuti Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna e Nico Giberti, consigliere delegato Provincia di Reggio Emilia. A seguire, Andrea Volta, presidente Legacoop, ha tenuto la relazione di mandato toccando gli aspetti più rilevanti degli ultimi quattro anni e lanciando le sfide che attendono l’associazione e il movimento cooperativo: “Ciò che è a rischio oggi però non è solo il ruolo dei corpi intermedi come le associazioni di categoria, ma anche quello dei giornalisti, degli intellettuali ed alcuni professionisti, ancora più preoccupante. Intellettuali e professionisti sono infatti titolari di un ruolo di intermediazione che gli era riconosciuto per le competenze accumulate con tanto studio e fatica. Vengono messi in discussione anche i saperi più specialistici. Noi, come associazione di rappresentanza cooperativa dobbiamo ricostruire una nostra volontà politica su alcuni temi fondamentali come Unione Europea, lavori pubblici e politiche fiscali”.

Puntando la lente sulle associate di Legacoop Emilia Ovest, il settore agroalimentare ha mostrato nel corso del quadriennio un consolidamento delle cooperative, caratterizzate da andamenti anticiclici propri della specificità del comparto; il comparto industriale è stato quello più duramente colpito dalla crisi, ma, nonostante le perdite di storiche realtà, si registra la vivacità dei workers buyout che nella nostra area vedono la nascita di 10 cooperative costituite dai lavoratori di imprese in crisi, per un totale di 300 posti di lavoro; la cooperazione tra abitanti nonostante le difficoltà dovute alle dinamiche di mercato, mostra in Emilia Ovest una buona vitalità, grazie anche alla preparazione del ricambio generazionale; la cooperazione di servizi registra i trend più positivi, passando da un valore della produzione 2014 di 1,9 miliardi di euro a 2,7 miliardi del 2018, mentre gli occupati salgono da 36mila a 42mila.

La cooperazione sociale presenta anch’essa tendenze positive, con il valore della produzione che passa da 400 milioni del 2014 a 473 milioni di euro del 2018, e gli occupati da 12mila a 13.200; CulTurMedia è un settore appena nato, caratterizzato da una forte eterogeneità, in particolare vantiamo nella nostra area la presenza di un network televisivo molto importante per tutto il movimento cooperativo regionale, Trmedia; il settore del commercio vive una fase prolungata di sostanziale stagnazione, su cui incide la mancata ripresa della domanda interna, ma nonostante questa congiuntura, Conad Centro Nord in questi anni ha ottenuto performance straordinarie, e Coop Alleanza 3.0, altra realtà fondamentale per Piacenza, Parma e Reggio, si sta preparando ad un piano di rilancio cruciale e molto impegnativo.

Dopo la relazione del presidente, si sono succeduti gli interventi dei cooperatori e non solo. Il programma del pomeriggio si è aperto con le riflessioni di Palma Costi e Simona Caselli, rispettivamente assessori regionali all’Attività produttive e all’Agricoltura. In seguito, hanno preso la parola i rappresentanti dei tre gruppi di lavoro che hanno elaborato tre proposte per le tre città Reggio, Parma e Piacenza. Su questi focus e su altri lanciati da cooperatori intervistatori, è seguito il dibattito con Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia, Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma, ed Elena Baio, Vicesindaco di Piacenza.

A chiudere i lavori è stato Giovanni Monti, presidente Legacoop Emilia-Romagna.
Al termine dei lavori sono stati eletti gli organi sociali a partire da Andrea Volta, confermato presidente, Luca Bosi vicepresidente e Fabrizio Ramacci, presidente coop. soc. L’Orto Botanico di Piacenza, che succede alla vicepresidenza di Maurizio Molinelli, presentatosi dimissionario per raggiunto pensionamento.