“Ci siamo rotti i polmoni”, tremila studenti in piazza per il pianeta

Partecipazione elevata, stamattina a Reggio, a #fridaysforfuture. Gli organizzatori: "Per cambiare il mondo, dobbiamo cambiare noi stessi"

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REGGIO EMILIA – Tremila studenti sono scesi in piazza, stamattina a Reggio Emilia, per il clima e per l’ambiente partecipando al #fridaysforfuture, l’iniziativa con cui gli studenti di tutto il mondo (si stima un milione solo in Italia) chiedono ai governanti di fare qualcosa per fermare il riscaldamento globale. I giovani sono partiti dal parco del Popolo con un flash mob davanti alla fontana di piazza Martiri del 7 Luglio e poi hanno continuato su corso Garibaldi per arrivare al parco Tocci. “Ci siamo rotti i polmoni”, “Se il clima fosse una banca lo avreste già salvato” e un reggianissimo “Salvom al mond”, fra i tanti cartelli e slogan.

Gli organizzatori: “Per cambiare il mondo, dobbiamo cambiare noi stessi”
Ad organizzare il tutto sono stati cinque studenti reggiani universitari Cristian Colubriale, Giacomo Giannantonio, Filippo Di Mauro, Francesco Nasi, Guendalina Bettinelli. Dice Cristian a Reggio Sera: “Non facciamo parte di un’associazione, ma abbiamo deciso di portare a Reggio questo movimento (#fridaysforfuture, ndr). Ci raduniamo nelle piazze delle nostre città e mettiamo al centro del dibattito i temi ambientali. A Reggio dal 22 febbraio facciamo i presidi in piazza Prampolini tutti i venerdì. Siamo contenti perché alla manifestazione hanno aderito, in modo massiccio, gli studenti delle superiori, ma anche alcune classi di elementri e medie. Vedere i bambini in piazza è stato importante. Cosa faremo? Noi pensiamo di continuare e ogni venerdì saremo in piazza Prampolini, ma il progetto è quello di non limitarci alle manifestazioni, ma di partire anche con un percorso di sensibilizzazione nelle scuole sulle tematiche ambientali”.

Fridays

Un cambiamento che, secondo Colubriale, non deve essere richiesto solo ai politici. Dice: “No, infatti sono intervenuto oggi e ho detto che siamo in piazza per manifestare contro le forze politiche che si devono prendere le loro responsabiltà, ma anche noi non dobbiamo essere ipocriti e dobbiamo prenderci le nostre ed essere consapevoli che le nostre azioni hanno delle ripercussioni e che, prima di puntare il dito contro gli altri per cambiare il mondo, dobbiamo cambiare noi stessi”.

Una giornata che passerà alla storia
Quella di oggi è una giornata che passerà alla storia della lotta per il clima, con una sedicenne protagonista: Greta Thunberg, proposta per il Nobel per la pace. L’alta partecipazione era però prevista dato che all’ultimo appello lanciato da Greta su Twitter quattro giorni fa avevano aderito movimenti di studenti di 123 Paesi diversi, con manifestazioni previste in 2052 città ai quattro angoli del pianeta.

Da settimane il nuovo movimento degli studenti, trainato da Greta – che è oggi in piazza con gli altri studenti svedesi di fronte al Parlamento di Stoccolma – e da altri giovani leader ambientalisti, chiede a gran voce ai governi dei rispettivi Paesi politiche più incisive contro il riscaldamento globale, in particolare per ridurre le emissioni di anidride carbonica, tra i principali gas serra.

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