Canzone choc su Aemilia, il Ctl non concede la sala per il concerto

Dopo le polemiche salta l'esibizione a Bagnolo dell'11 maggio dei neomelodici napoletani. Il presidente Borelli: "Dobbiamo tutelare la nostra immagine"

BAGNOLO (Reggio Emilia) – Il consiglio di amministrazione del Ctl di Bagnolo, riunitosi questa mattina, ha deciso all’unanimità di non concedere la sala per il concerto dei neomelodici napoletani che doveva tenersi l’11 maggio e a cui doveva partecipare anche Gianni Live, l’artista che il 7 marzo scorso, ha pubblicato sul canale di YouTube, una canzone dal titolo “Pe e Guagliune e l’Aemilia” (per i guaglioni del processo Aemilia) con tanto di video ufficiale che riporta i momenti salienti del maxi processo Aemilia.

Scrive il Cda: “Data la gravità del fatto, di cui al momento della prenotazione del salone polivalente della Ctl nel gennaio scorso, sia il presidente, sia tutto il consiglio erano all’oscuro, perché non conoscevanoil contenuto del testo del brano di Gianni Live, è stato deciso con voto unanime, di annullare la serata. La Ctl si dissocia da qualunque forma o accenno riconducibile al sistema ‘ndranghetistico e illegale infiltratosi nel territorio provinciale. Va ricordato altresì l’impegno verso la legalità e la diffusione della sua cultura che la Cooperativa ha sostenuto in questi ultimi anni, ospitando tante e diverse iniziative”.

Werther Borelli, presidente del Ctl, aveva detto ieri a Reggio Sera: “Avevamo affittato, come altre volte, il salone a chi doveva fare questa cosa canora con i cantanti napoletani. Ma ora, dopo quello che è successo, raduno il consiglio e poi prenderemo le decisioni opportune. Voglio chiarire che la Ctl non ha organizzato niente e ha solo affittato il salone. Non sapevamo chi cantava. Questa cosa qua che è uscita è stata una novità. Noi dobbiamo salvare l’immagine della cooperativa. Siamo aperti a tutti, ma nei limiti”.

Nel ritornello della canzone di Gianni Live, poi cancellata da YouTube dopo le polemiche, frasi come “Nui ca ci mettimmu ‘o core dinta ‘e lettere… arret’ a ‘sti cancelli pensann’ ‘a liberta’” (Noi che mettiamo il cuore dentro le lettere…dietro a questi cancelli pensiamo alla liberta’). Quindi l’attacco al processo: “Ppe colpa d’u pentito nui stamm’a pava’… int’a stu processo Aemilia ‘ncuollo a nui hanno raccuntato nu par ‘e strunzate… c’hanno cundannat'” (Per colpa di un pentito noi stiamo pagando dentro a questo processo Aemilia addosso a noi hanno raccontato un paio di stronzate ci hanno condannato”).

Mara Bertoldi, attuale vice sindaco di Bagnolo, che correrà a capo della lista “Bagnolo Bene Comune” alle prossime elezioni, interviene e commenta: “L’impegno per la legalità deve essere un dovere prioritario, non solo per i magistrati e le forze dell’ordine, ma anche per tutte le amministrazioni pubbliche. Spero che la sua presenza a Bagnolo sia smentita, perché sarebbe un ospite non gradito”.

Sulla vicenda, ha detto la sua anche la parlamentare del M5s, Maria Edera Spadoni, che scrive: “Inneggiare a condannati in primo grado per ‘ndrangheta non è arte. È alimentare l’anti-cultura nella quale prosperano le mafie, cancro dell’Emilia Romagna e dell’Italia intera. Le autorità neghino il concerto a Bagnolo e altrove a chi diffonde la cultura dell’illegalità”.