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Ambiente e politica, fra selfie e realtà

Politici e amministratori locali erano in piazza, ieri, a fianco dei giovani di #fridaysforfuture. Ma il loro impegno, in materia ambientale, finora è stato piuttosto blando

REGGIO EMILIA – Diciamoci la verità: tutti quei politici e amministratori, in piazza a fare selfie ieri, con i ragazzi dei #fridaysforfuture (che bellamente li ignoravano, ndr), erano il simbolo della nostra ipocrisia.

I politici di tutto il mondo stanno cercando di cavalcare (e in qualche modo irregimentare) la protesta di questi giovani e della loro giovanissima leader, la sedicenne svedese Greta Thunberg. E’ un vecchio trucco: se li blandisci e li fai diventare parte del sistema, per loro, sarà sempre più difficile contestarlo. Allora ecco la candidatura al Nobel, la chiamata ai vertici delle Nazioni Unite e al forum economico mondiale di Davos della giovane contestatrice.

Restando nel nostro piccolo, registriamo che i politici in Italia, e anche in Emilia, stanno facendo poco o nulla per migliorare la situazione ambientale. Di fronte all’inquinamento mostruoso in cui versa la pianura padana e agli allarmi internazionali sulla salute, la montagna ha partorito il topolino. Nell’ottobre scorso il bando ai diesel euro 4 è stato tolto, mentre quasi tutte le settimane va in scena un ridicolo blocco del traffico, quando l’inquinamento sale, senza che poi nessuno controlli o elevi sanzioni ai trasgressori.

Vengono disposte misure di temperature massime di 19 gradi in condominii e uffici pubblici, ma sarebbe interessante sapere chi controlla l’applicazione di queste temperature. Si dirà: non si può entrare a casa delle persone. Vero. E negli uffici pubblici? Arriviamo all’estate e ci troviamo, sulla via Emilia, decine di negozi con l’aria condizionata a palla e le porte aperte. Qualcuno fa le multe? Mai visto. Ci sono centri commerciali e supermercati in cui, se entri d’estate, ti devi mettere la maglia di lana. Eppure, anche qui, nessun controllo e nessun limite. Quanta energia serve per fare andare questi impianti?

Abbiamo un patrimonio edilizio, anche pubblico, vecchissimo con una dispersione energetica immane e non approntiamo nessun piano serio di riqualificazione complessiva degli edifici pubblici e privati per farli consumare meno. Si potrebbe andare avanti per ore in questo elenco, ma preferiamo non annoiarvi.

Ora qualche politico risponderà che a Reggio ci sono molte piste ciclabili, che la raccolta differenziata è ad alti livelli e che è stato portato avanti un grande piano di trasformazione di aree edificabili in agricole (richiesto dai proprietari dei terreni dato che l’edilizia è in crisi nera e le tasse da pagare su un terreno edificabile sono molto più elevate, ndr). Bene, ma non è abbastanza perché, per combattere l’inquinamento, serve un drastico cambiamento delle nostre abitudini e del modo di fare politica. Questo senza avere paura di perdere consenso, perché la battaglia che stiamo combattendo oggi è molto più importante di qualche voto. Insomma, servono meno selfie e più provvedimenti drastici per salvare il pianeta.