Quantcast

Spari contro le pizzerie, arrestati tre giovani

Hanno tutti meno di 30 anni e sono figli di Francesco Amato, l'uomo condannato a 19 anni di carcere all'interno del processo Aemilia

REGGIO EMILIA – Tre giovani sono stati fermati all’interno delle indagini relative agli spari contro le pizzerie a Reggio a scopo estorsivo. Hanno tutti meno di 30 anni e sono figli di Francesco Amato (nella foto si intravede mentre viene portato via dai carabinieri alle Poste), l’uomo condannato a 19 anni di carcere all’interno del processo Aemilia che sequestrò gli impiegati alle Poste di Pieve nel novembre scorso.

La famiglia di Amato viene considerata dagli inquirenti un braccio operativo della ‘ndrangheta. Il fermo è avvenuto ieri mattina su iniziativa dei carabinieri. E’ stata perquisita anche la loro casa di via Rinaldi, a Cavazzoli, dato che gli inquirenti stanno cercando la pistola che ha sparato, che sarebbe la stessa, e la macchina da scrivere che ha scritto i bigliettini con le richieste estorsive di mille euro al mese.

Domani ci dovrebbe essere, per i tre, l’udienza di convalida per i tre arrestati. Francesco Amato, 55 anni, il padre dei tre arrestati, lo ricordiamo era stato condannato il 31 ottobre scorso a 19 anni e un mese di reclusione nel processo Aemilia, con l’accusa di essere uno degli organizzatori dell’associazione ‘ndranghetistica.

Dal giorno della sentenza, però, era risultato irreperibile fino al 5 novembre scorso quando era ricomparso alle Poste di Pieve Modolena, sequestrando cinque dipendenti. Un sequestro durato otto ore, finito con la sua resa dopo una lunga trattativa con le forze dell’ordine. Ora si trova in carcere a Terni.