Siccità, i consorzi lanciano l’allarme per la val d’Enza

Il fiume è ai minimi, vallata a secco e calda a febbraio: in un anno servono 152 milioni di metri cubi d’acqua

REGGIO EMILIA – Sos siccita’ per la val d’Enza. A lanciarlo sono i consorzi irrigui dell’Appennino e delle vallate affacciate sul torrente che divide Reggio da Parma che, dopo un inverno senza neve e un febbraio senza piogge denunciano una situazione “drammatica” e la necessita’ di un invaso capiente almeno per 152 milioni di metri cubi d’acqua.

“Gia’ a gennaio – osserva il presidente dei consorzi, Mattia Reggiani – le precipitazioni sono state inferiori alla norma del 36%. Da ottobre ad oggi sono solo 448 i millimetri di acqua mediamente caduti nel territorio, e il mese di gennaio e’ stato ampiamente al di sotto della media”.

Una situazione, aggiunge Reggiani, che si ripercuote sull’Enza, oggi a secco in un periodo, nel quale, si gareggiava invece con le canoe. I consorzi irrigui tornano a farsi sentire mentre procedono i lavori dell’Autorita’ di distretto del fiume Po che, su incarico della Regione, sta elaborando le strategie per la pianificazione idraulica-irrigua del territorio.

“Proprio in queste settimane- informa Reggiani- da parte dell’Autorita’ di distretto sta per essere ufficialmente definita la disponibilita’ di risorsa idrica della vallata, il bilancio idrico e, anche, la valutazione degli scenari e delle proposte progettuali. E’ un lavoro strategico che speriamo, finalmente, possa dare una risposta alle esigenze plurime di acqua nella vallata”.

Il fabbisgno necessario ai territori dei 28 Comuni interessati e’ di almeno 152 milioni di metri cubi d’acqua: 108 milioni ad uso irriguo, 11,9 milioni ad uso idropotabile, 1,6 milioni ad uso industriale e circa 30 milioni per garantire il deflusso minimo vitale. “Auspichiamo che l’opera che si andra’ a progettare sia adeguatamente dimensionata per rispondere agli usi previsti”, conclude Reggiani.