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Pilomat, Tutino a Salati: “Sente le voci, assurdo tirare in ballo Poma”

L'assessore: "E' uno strumento necessario in zona pedonale, prima era l'anarchia. Passavano anche i 12mila della Ztl. Le telecamere sarebbero state molto più costose. Gli incontri con i cittadini? Li abbiamo fatti nel 2016"

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REGGIO EMILIA – “Salati? Sente le voci. Assurdo tirare in ballo il comandante Poma, che, peraltro, ha partecipato a tutti i passaggi sull’installazione dei pilomat, in una vicenda di questo tipo”. L’assessore Mirko Tutino, in un’intervista a Reggio Sera, risponde così alle affermazioni del candidato del centrodestra che aveva scritto, in un suo intervento, che “il comandante della municipale Poma ha chiesto all’assessore Tutino delucidazioni e documenti riguardanti la chiusura di alcune strade”. Tutino, fra l’altro, fa notare che ci sono 15 impianti di questo tipo a Firenze, 60 a Milano, 2 ad Assisi, 5 a Mantova, 7 a Senigallia, 25 a Bologna, 5 a Olbia, 20 a Torino, 5 a Caltanissetta, 10 a Perugia, 6 a Foggia, 3 a Catania e 5 a Matera

Assessore Tutino, ci spiega perché avete deciso di mettere otto nuovi pilomat in centro storico?
Abbiamo voluto separare meglio la zona a traffico limitato dalla zona pedonale. La zona a traffico limitato è una zona in cui circolano più veicoli, attualmente circa 12mila, mentre la zona pedonale è uno spazio più protetto che ha come funzione quella di consentire una mobilità ciclabile e pedonale. Vogliamo far passare solo chi va a casa sua o i servizi di natura pubblica la rendo più vivibile.

Quindi la zona protetta da questi otto pilomat corrisponde, grosso modo, a quella pedonale. E’ così?
Sì, corrisponde alla zona pedonale, più qualche altra via. Lo scopo dei pilomat è consentire solo a quei 1.500 soggetti che hanno il permesso di utilizzarla ed escludere gli altri.

Quindi prima entravano anche gli altri 12mila?
Sì, una parte di loro utilizzava la via Emilia e alcune altre strade come vie di attravesamento. Oppure trovavi dei furgoncini, con la doppia freccia, che facevano carico e scarico in orari non consentiti. Avevamo notato che si era creata una certa anarchia, con una presenza non regolare di mezzi che rendevano pericoloso camminare.

Perché avete scelto i pilomat e non le telecamere?
Gestire questo sistema con le telecamere sarebbe stato molto più costoso e complesso. Ma c’è un’altra ragione per cui abbiamo scelto i pilomat.

Quale?
Le normative antiterrorismo chiedono che vengano messi sistemi di protezione tutte le volte che ci sono manifestazioni o fiere e impongono agli organizzatori di utilizzare fioriere o altri tipi di barriere. I pilomat sono perfetti, perché garantiscono questo livello di protezione in modo automatico.

Vi accusano di non avere fatto incontri con i cittadini. E’ vero?
No, non è vero. A partire dal 2016 abbiamo fatto una serie di incontri con cittadini e commercianti e abbiamo raccolto almeno 400 contributi diversi.

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