Interpump chiude in crescendo il 2018 a dispetto dei cambi

Il Presidente Fulvio Montipò: “Le nostre aspettative ottimistiche erano fondate. In soli due anni il fatturato è aumentato del 39%, l’EBITDA del 45%, l’utile netto dell’83%”

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – Interpump chiude in crescendo il 2018 a dispetto dei cambi. Secondo i risultati preliminari pubblicati oggi, le vendite nette nell’anno appena trascorso sono state pari a 1,279 miliardi di euro, superiori del 17,7% rispetto alle vendite del 2017 nonostante l’impatto negativo dell’effetto dei cambi.

Le crescite organiche, a parità di area di consolidamento e di cambi, sono state pari al 15,6% per il settore Olio, al 10,4% per il settore Acqua e al 13,7% sul totale delle vendite. Da segnalare che l’effetto dei cambi ha pesato negativamente sul fatturato per ben 28,3 milioni di euro. L’ebitda è aumentato a 288,5 milioni di euro (22,6% delle vendite) a fronte dei 248,6 milioni di euro dell’esercizio 2017, che rappresentavano il 22,9% delle vendite, con una crescita del 16%. Il dato è di poco superiore alla stima del consenso a 285 milioni.

Anche l’ebitda è stato penalizzato (-7,5 milioni di euro) dall’andamento dei cambi. Il risultato operativo è balzato del 18,9%, oltre le attese del consenso (232,8 milioni), a 236,5 milioni di euro (18,5% delle vendite) e l’utile netto del 2018 a 173,2 milioni di euro (135,7 milioni di euro nel 2017), mostrando una crescita del 27,6%. Al netto dei proventi una tantum di entrambi gli anni, la crescita risulta del 24,5%.

L’utile per azione base dell’esercizio è passato da 1,257 euro del 2017 a 1,613 euro nel 2018. Inoltre, la liquidità netta generata dalla gestione reddituale è stata di 210,5 milioni di euro (172,3 milioni di euro nel 2017) con una crescita del 22,1%. Mentre il free cash flow è sceso a 82,2 milioni di euro (93,6 milioni di euro nel 2017).

Quanto alla posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2018 è risultata in aumento a 287,3 milioni di euro rispetto ai 273,5 milioni di euro al 31 dicembre 2017, ma sotto le attese degli analisti a 320 milioni, dopo esborsi per acquisizioni per 21,1 milioni di euro, il pagamento dei dividendi per 23,1 milioni di euro e l’acquisto di azioni proprie per 54,2 milioni di euro. Il gruppo ha anche impegni per acquisizione di partecipazioni di società già controllate valutati complessivamente 44,5 milioni di euro (46,8 milioni di euro al 31 dicembre 2017).

Il capitale investito è salito da 1,085 miliardi di euro al 31 dicembre 2017 a 1,2 miliardi di euro, a seguito dell’acquisizione di GS-Hydro e dell’aumento di circolante dovuto alla fortissima crescita organica. Il Roce è stato del 19,7% (18,3% nel 2017) e il Roe del 19,9% (17,7% nel 2017). Infine, al 31 dicembre 2018 la società aveva in portafoglio 3.413.489 azioni proprie pari al 3,135% del capitale, acquistate a un costo medio di 21,0343 euro. Azioni che potrebbe utilizzare in caso di eventuali acquisizioni.

“Le nostre aspettative ottimistiche erano fondate”, ha sottolineato il presidente Fulvio Montipò. “Si completa in crescendo un altro anno di eccezionali performance, che Interpump ha saputo realizzare grazie alle sue caratteristiche di diversificazione e flessibilità. In soli due anni il fatturato è aumentato del 39%, l’ebitda del 45%, l’utile netto dell’83%”, ha rilevato. In borsa il titolo Interpump , che da inizio anno ha guadagnato l’8,5%, oggi storna dello 0,5% a quota 28,06 euro.

Più informazioni su