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Diamanti, Federconsumatori: “Le banche fanno confusione”

Il presidente Soragni precisa: "Il termine dell'8 marzo è quello utile per effettuare l'insinuazione al passivo di Idb e non per recuperare le pietre"

REGGIO EMILIA – “Le filiali delle banche stanno facendo e creando confusione sulla vicenda diamanti. Il termine dell’8 marzo è quello utile per effettuare l’insinuazione al passivo di Idb e non per recuperare le pietre”. Lo precisa Federconsumatori a proposito del fallimento di Idb dato che, a detta dell’associazione, arrivano circa trenta telefonate al giorno di associati preoccupati perché le filiali territoriali del Bpm, per esempio, sollecitano e raccomandano i clienti di non andare oltre il termine ultimo del 8 marzo 2019.

Precisa Federnconsumatori: “Tale termine ‘non esiste’ riferito al recupero della pietra. Ad oggi non esiste termine entro il quale richiedere tale recupero”.

“Come già dichiarato – insiste Rino Soragni, presidente di Federconsumatori – il curatore fallimentare ha specificato chiaramente più volte che le pietre, anche se ancora depositate presso Idb, sono proprietà del risparmiatore e quindi devono essere considerati beni di terzi estranei all’attivo e non beni sequestrabili. Il curatore stesso li considera già sottratti all’attivo fallimentare e quindi destinati ad essere restituiti ai legittimi proprietari, nei tempi e nelle modalità che verranno comunicate nelle prossime settimane”.

Scrive Federconsumatori: “Gli associati di Federconsumatori, che in questi mesi hanno affidato la pratica all’associazione, che non avessero ancora fatto richiesta per il recupero delle pietre saranno I primi ad essere contattati ed informati sulle modalità del recupero. L’associazione Federconsumatori è già in contatto con il curatore di IDB, ed entro il 20 febbraio 2019 avrà un incontro diretto al fine di chiarire le eventuali modalità collettive per recuperare le pietre. Chi invece fosse già in possesso delle pietre, sarà chiamato in questi giorni da parte dei nostri legali, per valutare la proposta di BPM e l’eventuale chiusura della pratica”.