Coopservice nel mirino della procura di Cosenza

Alcuni dirigenti di Coopservice sarebbero indagati in un'inchiesta condotta dai magistrati calabresi relativa all'appalto delle pulizie dell'ospedale civile di Cosenza

REGGIO EMILIA – Alcuni dirigenti di Coopservice sarebbero indagati in un’inchiesta condotta dalla procura di Cosenza. Nei giorni scorsi Guardia di Finanza e Carabinieri, con un blitz congiunto, sono entrati nell’Azienda Ospedaliera di Cosenza acquisendo gli atti d’aggiudicazione dell’appalto (25 milioni di euro) con il quale la coop si è aggiudicata le pulizie dell’ospedale civile di Cosenza.

A quanto si apprende sarebbero almeno dieci le persone, tra funzionari pubblici e dirigenti di Coopservice, ad essere iscritti nel registro degli indagati. L’acquisizione della documentazione è stata disposta dal procuratore capo di Cosenza Mario Spagnolo e sembrerebbe collegata alle indagini di una inchiesta che segue altri accertamenti compiuti per ordine della magistratura inquirente in relazione alle condizioni igienico sanitarie delle strutture ospedaliere.

Le indagini sono partite nel 2016 da verifiche sulle condizioni igienico-sanitarie dell’Ospedale Civile di Cosenza. Ispezioni che sono state compiute dai carabinieri della Compagnia di Cosenza, dal Nas di Cosenza, dallo SPISAL di Catanzaro e dall’Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria.

Durante i sopralluoghi emersero gravi criticità che portarono al sequestro preventivo di una parte dell’Annunziata, comprensiva di sale operatorie (oggi dissequestrate) e area stoccaggio rifiuti, ritenuta inadeguata a garantire la cura della salute dei cittadini cosentini. L’attenzione degli investigatori si è concentrata poi sui contratti di appalto per la fornitura di una serie di servizi dalla mensa alla lavanderia, passando per le pulizie.