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Bimbo diabetico fuori da asilo, la Provincia corre ai ripari

Ilenia Malavasi, vicepresidente della Provincia con delega alla Scuola, aggiunge: "E' un tema delicato, quindi è doverosa una riflessione legata alla lettura delle normative"

REGGIO EMILIA – Dopo il caso del bambino diabetico escluso da un asilo statale dell’Appennino, la Provincia di Reggio Emilia corre ai ripari. Gia’ nei prossimi giorni, annuncia infatti il presidente Giorgio Zanni, sara’ convocato un tavolo di confronto con i Comuni, l’Ausl e l’ex provveditorato (oggi ufficio scolastico provinciale, ndr) sul tema dell’inclusione degli alunni affetti da patologie permanenti.

“L’impegno che possiamo prendere – dice Zanni – e’ aprire in questo tavolo un dibattito, che va tenuto a luci basse perche’ la complessita’ della questione impone una riflessione adeguata e probabilmente non potra’ essere risolta in quella sede”. Ma, “anche se dal punto di vista amministrativo non abbiamo la competenza, noi proveremo a far sintesi e a sollecitare se necessario un intervento legislativo forte al livello sovraordinato nazionale, che deve occuparsi di questi temi, a tutela del diritto allo studio ma anche dei dei lavoratori della scuola”.

Ilenia Malavasi, vicepresidente della Provincia con delega alla Scuola, aggiunge: “E’ un tema delicato, quindi sono doverose una riflessione legata alla lettura delle normative, ma anche una diversa e piu’ politica legata al diritto allo studio e al diritto all’educazione che sono diritti costituenti”.

Nel merito, per Malavasi e’ “sia legittima la preoccupazione della scuola nel ruolo e nelle competenze che ha nel non somministrare farmaci delicati. Ma visto che la scuola e’ un sistema che non lavora da solo sul territorio, occorre una riflessione con anche il comparto socio sanitario per trovare una soluzione”.

Perche’ “e’ evidente – prosegue la vicepresidente della Provincia – che non possiamo accettare che un bambino, putroppo a causa delle sue patologie, non venga accolto dalla scuola. Bisogna porre rimedi e interrogarci per trovare insieme delle soluzioni che rispettino il ruolo degli educatori e degli insegnati e al tempo stesso ci metta nelle condizioni di garantire un diritto fondamentale a questo bambino”.

Insomma, “serve una presa di coscienza politica da parte delle isitituzioni nel trovare delle soluzioni: se servira’ un protocollo, se servira’ un’intesa sara’ da trovare, ma comunque deve essere garantito il percorso di cittadinanza fondamentale di questo bambino”.