Via Turri, murati due alloggi sfitti inagibili

Lo hanno fatto i proprietari prima di ricevere l'ordinanza che li avrebbe obbligati a farlo. In corso decine di controlli per verificare se sussistono le condizioni di abitabilita'

REGGIO EMILIA – Stanno producendo effetti concreti i provvedimenti annunciati prima di Natale dal sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, sull’edilizia privata nella zona di via Turri, quartiere stazione, dove il 10 dicembre un incendio ha causato due morti e 38 intossicati. Vale a dire una serie di controlli straordinari sugli appartamenti che risultano sfitti e ordinanze che Vecchi firmera’ firmare per togliere l’abitabilita’ a quelli che non ne hanno i requisiti.

Gia’ in due casi, infatti, i proprietari privati hanno provveduto a murare gli accessi ai loro immobili, prima di ricevere l’ordinanza che li avrebbe obbligati a farlo. Operazione a cui, in caso di inottemperanza al provvedimento, avrebbe comunque provveduto il Comune.

A fare un primo quadro della situazione e’ lo stesso sindaco, spiegando: “Sono in corso in questi giorni, da parte della Polizia municipale, della Polizia e dell’Ausl una serie di controlli su decine di appartamenti ‘ufficialmente sfitti’, per verificare se sussistono le condizioni di abitabilita’, al termine dei quali, quando avremo tutti gli elementi in mano, produrremo nei confronti dei proprietari un’ordinanza molto netta che sostanzialmente ordinera’ o di ripristinare le condizioni di abitabilita’ o di garantire il fatto che quei luoghi non siano liberamente accessibili da chiunque, e dunque nel caso specifico di murare gli ingressi stessi”.

Cosa che, sottolinea Vecchi, “se non faranno i proprietari fara’ l’amministrazione”. In un paio di casi, informa poi il sindaco, “i privati hanno gia’ deciso di agire di conseguenza. Quindi io credo che sia gia’ in atto questa attivita’ di verifica, inedita, ma assolutamente determinata, per garantire innanzitutto le condizioni di vivibilita’ di chi abita qui e per evitare che negli appartamenti vuoti, ci possa in realta’ stare di tutto”.