Tecnici e ristorazione, aziende a caccia di oltre mille giovani

Secondo un'analisi della Camera di commercio le aziende non trovano figure adeguate per questi settori

REGGIO EMILIA – Le imprese di Reggio Emilia continuano a riscontrare, sul mercato del lavoro locale, la scarsita’ di tecnici specializzati di cui avrebbero bisogno. Lo ha detto il presidente di Unindustria Fabio Storchi, che ha invitato gli studenti delle scuole medie a proseguire gli studi in istituti tecnici e professionali, e lo conferma ora anche la Camera di commercio.

I settori dove il fabbisogno e’ maggiore, rileva un’analisi dell’ente, sono quelli della meccanica e meccatronica e dell’elettronica, a cui si aggiunge la carenza di offerta di personale amministrativo e contabile e del comparto turistico alberghiero. Questi settori, infatti, assorbono oltre il 40% delle ricerche di personale effettuate a dicembre dalle imprese, relative a 2.800 posizioni. L’esito e’ stato pero’ deludente: quasi la meta’ delle figure con preparazione metalmeccanica che le imprese ricercano (390 in totale), infatti, risulta di difficile reperimento per il ridotto numero di candidati.

Analogo discorso, anche se con percentuali lievemente inferiori, vale per i giovani con diploma di indirizzo elettrotecnico (220 ricerche). Alle figure squisitamente tecniche, si affianca poi l’esigenza di figure tecnico contabili in grado di seguire tutte le fasi amministrative della riorganizzazione che si registra in tutti i principali comparti, tanto che il fabbisogno risultava pari a 250 unita’ nel dicembre scorso.

Di poco superiore (e pari a 290 unita’) la ricerca di personale con una preparazione di indirizzo turistico-enogastronomico-alberghiero. Fra i diplomati interessati al lavoro, in un comparto che conta 3.300 addetti, i piu’ “gettonati” restano, insieme agli addetti alla reception, i cuochi e gli addetti alla ristorazione e ai pubblici esercizi. Quanto al grado di scolarizzazione, al primo posto assoluto, nelle ricerche di personale, si trovano i diplomati, con una quota pari al 39,5%, seguiti da vicino da quanti sono in possesso di una qualifica professionale (33,1%). A seguire, un 16,1% di persone senza una formazione scolastica specifica e infine i laureati, attestati all’11,3%.