Roteglia sogna il salto di categoria con i fratelli Rubbiani

Gabriele è il terzino carismatico, Alessandro è l’attaccante con colpi d’alta scuola. Insieme vogliono riportare in alto la Polisportiva del presidente Remo Bonini. Il difensore: “La nostra forza è la compattezza del gruppo. L’esempio? La grinta e la professionalità del bomber Omar Zanni”

CASTELLARANO (Reggio Emilia) – Spulciando le classifiche dei campionati inferiori è possibile inciampare in nomi di statura storica, paesi e cittadine, a volte solamente piccole frazioni che hanno lasciato il segno raggiungendo traguardi inaspettati: è il caso del Roteglia.

La nobile decaduta ora è impegnata in Seconda categoria, girone F, con buone speranze riguardo al futuro visto che, grazie agli ultimi risultati utili, la compagine del presidente-barbiere Remo Bonini si è portata a ridosso “delle grandi”, lasciandosi alle spalle diverse pretendenti ben attrezzate. Sono passati diversi anni da quando la squadra del paese militava ai piani alti della Serie D,  ma tra i ricordi dei dirigenti storici e nelle foto appese al bar quel profumo di impresa aleggia ancora prepotente.

Oggi la Polisportiva Roteglia è una solida realtà, una bandiera che negli anni ha investito gran parte delle risorse a disposizione nella salvaguardia di una Scuola calcio di fondamentale importanza per la comunità, affidando le sorti della prima squadra ad una sorta di nuovo ciclo vincente, ragazzi giovani e dei paraggi, volenterosi di riprendersi una rivincita personale, ragazzi del paese o messi da parte dai club più blasonati del vicinato. Una squadra composta da giovanissimi e da giocatori esperti, da veterani come l’attaccante Zanni e da funamboli talentuosi come l’ex Carpi e Sassuolo Sana. Nel gruppo dei fedelissimi troviamo anche due fratelli, due ragazzi d’oro: Gabriele e Alessandro Rubbiani. Il primo, esperto, gioca terzino e vanta diverse esperienze nei dilettanti, mentre l’attaccante è una vera forza della natura, classe 1997 che ha preso a cuore la maglia della Pol. Roteglia.

Abbiamo incontrato Gabriele, al Bar Sport, per parlare di questa romantica avventura sportiva sulle rive del Secchia.

Gabriele, la rifondazione della prima squadra è andata a buon fine
Quando la Polisportiva militava in Terza siamo venuti a bussare qui, con diversi miei compagni di squadra e amici in cerca di una nuova sfida. I dirigenti locali ci hanno subito accolto molto bene e in breve tempo sembravamo una squadra che giocava insieme da anni. Eravamo molto giovani, oggi, dopo 3 anni, tanti di quei ragazzi sono cresciuti e con loro tutta la squadra. Devo dire che è stata una bella avventura, oggi siamo nel gruppo di testa in Seconda e questo ci rende molto felici: vuol dire che tutti stanno dando il massimo”

Ottimo anche il lavoro svolto dal coach, Bruno Gatti
L’allenatore è molto preparato e crede molto nel progetto: siamo molto felici di poter lavorare con lui. I risultati stanno arrivando, serve tempo ma siamo sulla strada giusta.

Poi ci sono i fratelli Rubbiani, che non è poco
Non ci mettiamo il massimo, come tutta la squadra. Chiaro che, quello forte è mio fratello, lui ha le carte in regola per risolvere le partite. Io ho solo il merito di averlo coinvolto qui, a Roteglia. Scherzi a parte: noi ci mettiamo tanto impegno, ma l’esempio è sicuramente Omar Zanni, giocatore che, nonostante i suoi 38 anni ha ancora una voglia e una professionalità unica. Segna a raffica, credo sia arrivato a 11 reti stagionali. La sua determinazione sono l’esempio per tutti noi.

In rosa anche Kevin Sana, altro ragazzo che in questa categoria può fare la differenza
Assolutamente sì, Kevin deve tornare in categorie importanti, ha grandi doti ed è davvero fondamentale per noi. In generale, credo che il gruppo sia di grande qualità. Penso a Guido Debbia, al capitano Mattia Ruini, penso ad Amadei (ex Levizzano). La rosa è di qualità, inoltre siamo molto legati tra di noi ed in queste categorie, a fare la differenza, è proprio la compattezza del gruppo. La società crede in noi, noi ci divertiamo e vogliamo ridare a questa maglia la luce che merita.

Giocare col fratellino non deve essere facile: tu sei il più anziano, la responsabilità è tua
Fortunatamente mi ascolta, è giovane ma molto intelligente ed è maturato moltissimo. Giocare con lui è bellissimo, siamo amici e siamo anche fratelli. Come giocatore nulla da dire: sono io quello che ha da imparare da lui.

Parlare di promozione è troppo?
La società non ci ha fatto nessun tipo di richiesta se non quella di raggiungere la salvezza il prima possibile. Oggi, che la squadra funziona, possiamo scendere in campo con serenità e giocare per scoprire quali sono i nostri limiti. Io, in tutta sincerità, credo che il salto in Prima categoria non sia impossibile. Perché no? Abbiamo tutto quello che serve per giocarci il tutto per tutto, senza pressioni, per il gusto di provarci.