Reggio for Syria, raccolti 20mila euro

29 gennaio 2019 | 19:50
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Reggio for Syria, raccolti 20mila euro

Il presidente di Boorea, Luca Bosi: “A quasi 8 anni dallo scoppio della guerra civile, la crisi siriana è la più grande emergenza umanitaria dalla seconda guerra mondiale”

REGGIO EMILIA – Tempo di bilanci per la campagna umanitaria Reggio for Syria promossa da Boorea e Arci Reggio Emilia, che negli ultimi otto mesi ha permesso di raccogliere circa 20mila euro per dare un aiuto concreto e accendere una luce sui conflitti che insanguinano la Siria e il Medio Oriente. Nel corso dello scorso anno Reggio for Syria ha promosso diverse azioni di sensibilizzazione ed eventi benefici e culturali, primo tra tutti il concerto benefico di Aeham Ahmad, il celebre pianista di Yarmuk, che in quell’occasione ha ricevuto il Primo Tricolore dal Comune di Reggio Emilia, patrocinatore insieme alla Provincia della campagna umanitaria.

Reggio for Syria ha contribuito al progetto Goccia a goccia di GVC per garantire acqua e servizi igienico-sanitari a oltre 2800 studenti di Aleppo attraverso l’installazione di una serie di cisterne da 10mila litri all’interno delle scuole riattivate dalla ong. Inoltre la campagna umanitaria iniziata nel mese di aprile ha sostenuto il progetto promosso da Amar Costruire Solidarietà per un laboratorio a Damasco dedicato alla costruzione di arti artificiali per i mutilati di guerra raccogliendo i fondi necessari ad avviare il progetto e a garantirne il funzionamento.

“A quasi 8 anni dallo scoppio della guerra civile, la crisi siriana è la più grande emergenza umanitaria dalla seconda guerra mondiale e diventa ogni giorno più grave – commenta Luca Bosi, presidente di Boorea – Con questa campagna non abbiamo certo risolto i problemi enormi che sono ancora sotto gli occhi di tutti in quei territori martoriati dalla guerra, ma sicuramente abbiamo dato il nostro contributo non solo di sostegno finanziario per questa tragica vicenda che accade a un paio di ore di volo da casa nostra. L’emergenza siriana riguarda soprattutto i minori – continua Bosi – Il conflitto sta minando il futuro di 3 milioni di bambini che non hanno conosciuto altro se non la guerra e che vengono bombardati nelle loro case, a scuola o negli ospedali. La percentuale di scolarizzazione in Siria oggi è la seconda peggiore al mondo”.

Cittadini, imprese, istituzioni e associazioni del territorio hanno contributo attraverso forme e modalità differenti a raggiungere questi importanti obiettivi di solidarietà, aderendo a iniziative culturali, partecipando a pranzi benefici, donando il proprio 5 per mille all’Arci provinciale che lo devolverà alla causa siriana, oppure, come nel caso dei lavoratori di Sicrea Group, donando una parte delle proprie ore lavoro che sono state raddoppiate dal contributo dall’azienda stessa. Dal mondo cooperativo anche Coopservice ha voluto partecipare alla causa con una donazione.

La campagna ha trovato il riscontro diffuso di istituzioni e associazioni locali. Hanno concesso il patrocinio anche i comuni di Albinea, Correggio, Gualtieri, Montecchio, Vezzano sul Crostolo. Hanno aderito Cgil, Spi, Fiom, Cisl, Legacoop, Anpi provinciale e Anpi Albinea.

Reggio for Syria si è concretizzata in un lungo calendario di appuntamenti che ha preso il via dal circolo Arci Arcobaleno di Fabbrico con una tavola rotonda sull’incursione turca ad Afrin. Forte la presenza il 25 aprile a Casa Cervi, confermata dall’adesione dell’Istituto Cervi alla campagna. Non sono mancati gli appuntamenti gastronomici tra maggio e giugno, dalla Gnoccata di solidarietà alla Cena siriana al Circolo Arci Pigal. A fine novembre un contributo davvero decisivo è arrivato dalla Grande Cena di Boorea, l’evento benefico promossa dalle realtà cooperative del territorio dell’Emilia Orientale.

Metà della popolazione siriana è infatti in fuga dalla guerra: sono oltre 6 milioni gli sfollati interni, e il numero di rifugiati ha raggiunto l’allarmante cifra di 5 milioni di persone (secondo i dati dell’Unhcr). Uomini, donne e bambini che hanno bisogno di posti di lavoro, assistenza sanitaria, istruzione. Il numero di persone ferite da mine, trappole esplosive e bombe inesplose è raddoppiato tra novembre 2017 e marzo 2018. Metà delle vittime sono bambini, alcuni anche di un anno.