Nuova sede Municipale, scontro fra Pd e M5S su esproprio

I consiglieri pentastellati: "Va fermato, ci vive una famiglia". Capelli: "L'azienda è fallita"

REGGIO EMILIA – E’ scontro tra Pd e Movimento 5 stelle di Reggio Emilia sul progetto della nuova sede della Polizia locale – di cui entro l’anno si concludera’ l’iter autorizzativo – prevista in zona stazione. Oggetto del contendere e’ in particolare l’area su cui sara’ costruito il nuovo edificio (con un investimento di 6,5 milioni circa, di cui uno e mezzo messo a disposizione dalla Regione), cioe’ quella dismessa della fabbrica Enocianina, che il Comune dovrebbe acquisire espropriandola.

Ma il Movimento 5 stelle insorge e chiede di “fermare le macchine” perche’ “in quei locali esiste ancora una piccola attivita’, l’Enocianina Fornaciari ultimo ramo della storica attivita’” e soprattutto “vive la famiglia di Aldino Fornaciari”, titolare dell’impresa. “Per sospendere l’esproprio, organizzare una visita all’attivita’ e trovare una soluzione” i pentastellati annunciano quindi battaglia in Consiglio comunale, con un ordine del giorno urgente che sara’ presentato lunedi’.

L’amministrazione infatti, secondo i consiglieri Norberto Vaccari, Alessandra Guatteri, Paola Soragni e Cristian Pananari, non menzionando la presenza dell’abitazione, avrebbe fornito delle “informazioni errate” e “aver denominato ‘ex Enocianina’ il progetto portato avanti dal sindaco Vecchi ha creato un danno commerciale alla piccola attivita’”. Per Andrea Capelli, capogruppo Pd, l’ordine del giorno urgente dei pentastellati “e’ respinto al mittente sin da ora”. La “nuova sede del Comando di Polizia locale si fara’ in viale 4 Novembre come previsto – ribadisce Capelli – e senza sospensioni delle procedure di esproprio dell’area destinata alle nuove funzioni, che sono pienamente legittime”.

La “nostra citta’ – aggiunge Capelli – non ha alcuna intenzione di assecondare il ‘partito del no’, cioe’ quello costituito da una parte delle opposizioni consiliari che dice no a tutto, vorrebbe bloccare tutto, ottenendo il solo risultato di non risolvere alcun problema, isolare e far implodere la collettivita’”. Nel merito dei rilievi sollevati, Capelli premette: “Qui nessuno ha fatto ‘carte false’ e affermare il contrario e’ un fatto grave”.

Enocianina Fornaciari “risulta fallita e i fatti (con tanto di atti) sono che nell’ambito del fallimento, dal 2016, le autorita’ competenti hanno bandito ed espletato diverse aste giudiziarie, al fine di alienare i beni, senza ottenere i risultati attesi”. Il Comune inoltre, sottolinea il capogruppo del Pd, “potra’ ottenere l’area a un prezzo decisamente interessante (il valore dell’area e’ oggi stimato in circa 178.000 euro, ndr)” al termine di un esproprio “che, risulta ancora una volta da atti noti e legittimi, vede in essere soltanto una unita’ abitativa”.

Insomma, conclude Capelli, “non si vede dove sia il problema, dove si trovino le ragioni di un preteso affossamento del progetto, che non ha alcuna finalita’ propagandistica o elettorale, ma ha basi concrete, oggettive, trasparenti e costituisce una risposta, questa si’ credibile, a una serie di problemi”.