Gattatico: il rilancio del settore giovanile continua

Non solo strutture ma anche tecnici di qualità: a giugno è arrivato Mario Palmisano (Uefa B) dallo Sporting Sant’Ilario. Il tecnico: “Felice di poter dare il mio contributo a questo progetto. I miei 2003? Una squadra d’oro”

GATTATICO (Reggio Emilia) – Una crescita reale e mirata avviene esclusivamente se, per prima cosa, vengono rafforzati i pilastri centrali di una società sportiva: le strutture ed il settore giovanile. Questa regola di base è stata presa alla lettera dal presidente Carmine Salvati, numero uno del Gattatico e grande tifoso del Napoli.

Il dirigente, imprenditore nel settore manifatturiero, ha grandi progetti, e non sono solo le solite chiacchiere: oltre al sintetico per gli allenamenti il presidente ha avviato una fitta rete di meccanismi per rafforzare la cantera di Gattatico avvicinando al movimento diversi allenatori molto conosciuti e molto stimati da tutto l’ambiente.

L’ultimo a salire sulla nave biancoazzurra è stato Mario Palmisano, coach che allena (con ottimi risultati), la squadra classe 2003. Il mister è arrivato a giugno dopo una significativa esperienza allo Sporting di Sant’Ilario. Abbiamo incontrato il mister per conoscerlo meglio.

Mister, cosa ti ha spinto a scegliere l’offerta del Gattatico?
La società ha le idee chiare, mi sono piaciuti subito per la trasparenza e per la potenzialità del progetto. Osservo questo club da diverso tempo e, come tutti, ho notato la crescita generale del movimento, dalle strutture al settore giovanile. Ho accettato l’offerta perché anche io amo questo modo d’operare. Mi piace lavorare bene, con ambizione e metodo. A Gattatico non manca nulla.

Come giudichi questo primo impatto con la società?
Molto positivo, la mia squadra è composta da ragazzi d’oro, sono molto coesi tra loro ed allenarli è davvero stimolante. Lavoriamo con serenità, cerchiamo tutti di dare il massimo e questo è quello che conta. Inoltre dirigenti e volontari fanno sempre in modo di non farci mancare nulla e questo aiuta tantissimo noi allenatori, in questo modo possiamo dedicare più tempo al piano formativo e alle sessioni d’allenamento.

Hai il merito di essere molto attento anche alla tua formazione personale
Assolutamente sì. Lavoro, alleno ma trovo anche il tempo di studiare. Allenare dei ragazzini non è semplice: se intendi provare devi mettere in preventivo anche il fatto che, per allenare, serve una formazione continuativa. Al  momento ho conseguito il patentino Uefa B. Al corso con me erano presenti diversi ragazzi molto noti del calcio locale, tra cui Matteo Rivi, Gino Cervi, Matteo Bertoli del Lentigione… Questi momenti sono importanti anche per rivedere vecchi amici, per conoscerne dei nuovi, per confrontarsi.

Hai giocato in categorie importanti, il tuo contributo può risultare utile a tutta la società
Ho esordito con la maglia della Primavera del Bari, a seguire diverse esperienza tra la Serie C e la quarta serie. L’esperienza non mi manca e tutto quello che ho imparato è al servizio della società sportiva. Quando posso cerco sempre di dare il mio consiglio, il mio punto di vista. Oggi la società cresce a vista d’occhio ed è importante curare tutto al meglio.

Parlami di questa squadra classe 2003
Sono tutti ragazzi di buon livello, alcuni sono più bravi d’altri ma la loro forza è sicuramente la compattezza del gruppo. Sono amici, vivono insieme le vittorie e le sconfitte. Inoltre sono tutti ragazzi seri, non ho mai avuto problemi, anzi. La loro condotta è esemplare.

Il presidente Salvati ha grandi progetti: hai avuto modo di conoscerlo meglio?
Siamo entrambi tifosi del Napoli, quindi ci siamo subito trovati bene insieme. Ci conosciamo da poco però non posso che complimentarmi con lui: ha dato la sua impronta in cabina di regia e i suoi progetti meritano tutto l’aiuto possibile”