Festa del Tricolore, duro botta e risposta fra Vinci e Vecchi

5 gennaio 2019 | 16:18
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Festa del Tricolore, duro botta e risposta fra Vinci e Vecchi

La Lega diserta l’appuntamento. Vinci: “Un comizio Pd, io non ci vado. E’ un siparietto in vista delle elezioni”. Il sindaco: “Uno scivolone da parte di uno che ha sempre offeso la bandiera. Non sa cosa sono le istituzioni”

REGGIO EMILIA – “La Festa del Tricolore è stata declassata a un comizio del Pd, io non ci vado”, scrive Gianluca Vinci, deputato della Lega. “Hai sempre offeso la bandiera, non sai cosa sono le istituzioni”, gli replica il sindaco di Reggio, Luca Vecchi. Duro botta e risposta, alla vigilia della festa del Tricolore, che si terrà lunedì 7 gennaio, fra il primo cittadino e il segretario emiliano del Carroccio.

Vinci ha annunciato che non parteciperà “a un evento elettorale di un partito minoranza nel Paese, che ha l’arroganza di parlare da solo a nome di tutti”. “Una festa per la citta’ di Reggio e per tutto il Paese, che gia’ da anni viene strumentalizzata dalla sinistra- attacca Vinci- che da tempo la fa passare per una festa partigiana con canzoni e video risalenti alla seconda guerra, che nulla hanno a che fare con la nascita del Tricolore Cispadano”.

Gia’ l’anno scorso lo stesso leader leghista aveva organizzato un presidio di protesta in piazza in occasione della festa. Ma “quest’anno il Pd reggiano ha fatto di peggio – attacca Vinci – anziche’ mantenere la festa a un livello di almeno apparente imparzialita’ istituzionale, si e’ deciso di non invitare nessun esponente del Governo e vi sara’ la partecipazione del solo presidente del Senato, la senatrice Casellati, non appartenente alla maggioranza”.

Gli replica Vecchi: “Vinci e la Lega non si sono mai occupati della citta’ e questo scivolone non e’ altro che l’ulteriore dimostrazione di questo fatto. A Vinci mancano i fondamentali. La festa del 7 gennaio, in quanto giornata celebrativa nazionale, segue un cerimoniale ormai consolidato da anni, concordato con i vertici dello Stato”.

“Qualora non l’avessero ancora informato – affonda il colpo il sindaco di Reggio Emilia – qualcuno dei suoi dica a Vinci, che pure in quanto parlamentare dovrebbe saperlo, che la massima autorita’ invitata, la presidente del Senato, e’ la seconda carica dello Stato, che ringrazio per aver accettato l’invito e per aver onorato con la sua presenza il prestigio istituzionale di una giornata di festa nazionale della bandiera”.

Secondo Vinci, invece, il Comune “e’ palesemente spaventato dai dati circa la propria scarsissima possibilita’ di rielezione” e per questo “ha deciso di trasformare la festa della citta’ in un comizio per soli esponenti Pd”, come il sindaco Luca Vecchi o il governatore Stefano Bonaccini, “senza alcun intervento non allineato, neppure di carattere culturale”. Il tutto mentre il “comitato Primo Tricolore e’ costretto a lasciare la propria storica sede in un edificio comunale in Galleria Santa Maria non avendone una nuova”.

Contrattacca il sindaco di Reggio: “La verita’ e’ che l’onorevole leghista non sa neanche cosa sia il Tricolore. Appartiene a un partito che lo insultava sino a ieri l’altro, si vantavano sbraitando ‘la Padania non e’ Italia’ e poi si esibivano in siparietti ridicoli contestando il 7 gennaio ogni anno”. Dunque, sferza Vecchi, “che tornasse a bere l’acqua del Po a Pontida e a venerare le divinita’ celtiche”. A Vinci, insiste il sindaco, “mancano i fondamentali per capire cosa sono le istituzioni, cos’e’ un Governo e soprattutto cosa sono i partiti. Lui e il suo partito, finche’ ha fatto loro comodo, quel Tricolore lo hanno sempre umiliato, preferendogli simboli celtici e trovate carnascialesche”.

Secondo il segretario della Lega in Emilia la Festa del Tricolore e’ stata “svuotata totalmente del proprio contenuto e trasformata in un siparietto di persone che racconteranno la loro bravura e la cattiveria di chi, legittimamente eletto, governa oggi il Paese”. In altre parole, attacca Vinci, “un’ennesima occasione persa per la citta’ per colpa del Pd”. Per questo, annuncia il deputato del Carroccio, “dopo 10 anni di mia partecipazione a questa festa, a volte anche facendo presidi di protesta, ma sempre nel rispetto delle istituzioni, quest’anno non partecipero’ a un evento elettorale di un partito minoranza nel Paese, che ha l’arroganza di parlare da solo a nome di tutti”. Al contrario, aggiunge Vinci, “dall’anno prossimo il 7 gennaio con una nuova amministrazione tornera’ a essere una grande festa per tutta la citta’”.

Conclude il sindaco: “I reggiani hanno sempre custodito con grande consapevolezza la responsabilita’ storica che hanno ereditato. Reggio conosce la storia del Tricolore e conosce il significato unificante di questa storia per il Paese, ben oltre ogni appartenenza politica. Ci sono dei momenti in cui, se si ha a cuore l’Italia e il suo destino, le differenze politiche dovrebbero stare un passo indietro”.