Espulsioni clandestini, il questore: “Frenate da pochi posti nei Cie”

Sbordone: "Ne avremmo potuto farne molte di piu', ma i posti disponibili nei centri di identificazione sono pochissimi". E sulle ex Reggiane: "Si parlò di sgombero totale, ma io sono convinto che la strada soft sia la migliore"

REGGIO EMILIA – “Le espulsioni sono state fatte, avremmo potuto farne molte di piu’, ma purtroppo i posti disponibili nei centri di identificazione sono pochissimi”. Lo afferma Antonio Sbordone, questore di Reggio Emilia, commentando le attivita’ svolte in questi mesi nell’area delle ex officine Reggiane. “Spesso – aggiunge – come questore non posso fare altro che emettere un’ordine di allontanamento che il piu’ delle volte non viene rispettato”. Tuttavia, promette Sbordone, “qualcuno lo abbiamo espulso e continueremo a farlo”.

Sbordone poi dice che nel comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Reggio Emilia si era discusso anche della possibilita’ di uno “sgombero totale” per l’annoso problema dei capannoni dismessi delle ex officine Reggiane, occupati abusivamente. Ma l’ipotesi e’ poi stata accantonata in favore di quella piu’ “soft”, applicata in questi mesi, che prevede la bonifica strutturale degli immobili e l’avvio di percorsi di reinserimento curati dai servizi sociali del Comune per le persone non clandestine che vivono nell’area industriale.

Il retroscena lo ha svelato il questore Antonio Sbordone, commentando l’ennesimo arresto (il primo del 2019) avvenuto nella zona di uno stupratore seriale ricercato da mesi. “Di sgombero totale se ne e’ parlato, ma si e’ deciso di procedere come stiamo facendo”, conferma il questore, aggiungendo: “Dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto nel 2018, cioe’ continuare ad essere martellanti nei controlli alle Reggiane. Il problema non e’ risolto ne’ potevamo illuderci di risolverlo in cosi’ poco tempo ma la strada da perseguire e’ ancora quella”.

Sbordone spiega chiaramente la sua contrarieta’ ad uno sgombero perche’ “questi interventi invasivi spesso determinano problemi maggiori di quelli che si intende risolvere”, nel senso che “queste persone si riversebbero poi nella zona di via Turri e della stazione”. Inoltre, osserva il questore, “gli occupanti sono tutti illegittimi in quel posto perche’ non sono case, ma alcuni sono poveri cristi, ci sono andato personalmente e ne ho visti tanti, non e’ giusto fare di tutta l’erba un fascio, io non l’ho mai fatto e non lo faro’ mai”. Per il momento quindi “sono soddisfatto del lavoro che e’ stato fatto perche’ abbiamo liberato Reggio da alcune persone pericolose oltre che indesiderate e per il momento continuerei su questa strada”.

Poi “non dipende solo da me, ma io andrei cauto con interventi di tipo piu’ massiccio”. Su un punto pero’ il questore di Reggio Emilia concorda: “Condivido il fatto che bisogna accelerare sull’espulsione di quanti piu’ clandestini possibile, i tempi sono lunghi, ma non li abbiamo sprecati perche’ i risultati ci sono”. Infatti “nei primi mesi del mio incarico erano un centinaio circa, ora sono tra i 50 e i 60: dobbiamo insistere”.

I controlli, informa il questore, “avvengono tutte le settimane almeno due volte a settimana, perche’ una particolare criticita’ in quella zona c’e’. Dobbiamo far sentire la presenza delle forze dell’ordine e dello Stato, continuando a identificare le persone e ad espellere quelle che riusciamo”. Infine, “auspico che possa continuare, ma continuera’ sicuramente, la concertazione con il Comune sull’attivita’ da farsi ai fini della bonifica strutturale di questi posti e anche per tirare fuori dalla marginalita’ gli occupanti”. Insomma, chiude Sbordone, “a coloro che non sono clandestini bisognera’ permettere di inserirsi nel nostro tessuto sociale, vale a dire trovare loro una casa e un lavoro”.