Quantcast

Emergenza rifiuti a Roma, due reggiani nella bufera

Lorenzo Bagnacani, presidente di Ama e Pinuccia Montanari, assessore all'ambiente, non sembrano in grado di venire a capo del problema

REGGIO EMILIA – “Faremo sparire tutti i cassonetti a Roma nel 2021”, disse il reggiano Lorenzo Bagnacani, presidente di Ama Spa (la municipalizzata che si occupa dei servizi ambientali nella capitale), parlando dell’emergenza rifiuti nell’aprile del 2018 a Piazza Pulita. I romani, oggi, si accontenterebbero, almeno, di fare sparire i rifiuti che ingombrano le strade e che, oramai, hanno trasformato la capitale in una discarica a cielo aperto, minacciando la salute pubblica.

Le montagne di rifiuti non risparmiano nemmeno gli ingressi di asili e licei tanto che i presidi di Roma hanno deciso di scrivere alla sindaca Virginia Raggi una lettera in cui minacciano di “non aprire le scuole, soprattutto quelle dell’infanzia ed elementari la cui popolazione è composta da bambini molto piccoli, il 7 gennaio”. Per non parlare dei topi che infestano le strade, vista la situazione rifiuti.

Ma Bagnacani, a capo dell’Ama, che fra l’altro recentemente ha portato a casa anche la bocciatura del bilancio 2018 da parte dei Revisori dei conti, non è l’unico reggiano a fronteggiare questa emergenza a Roma. Accanto a lui c’è pure Pinuccia Montanari, attuale assessore all’ambiente della giunta Raggi ed ex assessore della giunta Delrio nella nostra città. Una coppia di reggiani che, inevitabilmente, è finita nel mirino.

Se l’emergenza non dovesse rientrare, infatti, la caduta di qualche testa potrebbe essere presentata come segnale di cambiamento. Chi cadrà? La Montanari, grillina dai tempi dei Meetup, quando era assessore nella giunta Delrio? O Bagnacani, che era a capo della protesta contro l’inceneritore di Cavazzoli, prima di diventare vicepresidente della tanto odiata Iren? Ai posteri ardua sentenza. Intanto le strade, nella capitale, continuano ad essere invase dai rifiuti con i topi che banchettano e la sindaca che invita i cittadini a impugnare la ramazza e a pulirsi i marciapiedi da soli.