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Blitz a Castelnuovo di Porto, il Cara chiude: trasferiti i richiedenti asilo

Messi in strada i titolari di protezione umanitaria. Questa mattina l'esercito nel secondo centro di accoglienza più grande d'Italia. Il parroco: "Siamo preoccupati, li trattano come bestiame". Il Pd: "Metodi da lager nazista"

REGGIO EMILIA – Polemiche per la chiusura del Cara di Castelnuovo e il trasferimento dei migranti che ci soggiornavano. Pd all’attcco mentre il parroco invita a “non trattarli come bestie”. Sono trenta al momento gli ospiti del Cara di Castelnuovo di Porto trasferiti oggi in altre strutture. Secondo quanto si è appreso, sono stati spostati in centri della Basilicata e della Campania. Altri, invece, avrebbero lasciato il centro da soli. Diversi sono stati avvistati alle fermate degli autobus diretti a Roma.

“Siamo dispiaciuti e preoccupati. Chiediamo che non vengano trattati come bestiame”, dice all’agenzia Sir il parroco di Santa Lucia, padre José Manuel Torres, messicano, dei Servi di Gesù, che ospiterà oggi pomeriggio l’inizio di una marcia silenziosa per esprimere solidarietà agli ospiti del Cara di Castelnuovo di Porto che il Viminale ha deciso di chiudere. A pochi passi dalla scuola elementare dove studiavano alcuni bambini del Cara, “strappati – dice il parroco – all’improvviso dal percorso che avevano iniziato”.

Quello di Castelnuovo di Porto è il secondo centro per rifugiati più grande d’Italia, lo stesso visitato da Papa Francesco il Giovedì Santo del 2016. “Con la marcia pacifica – spiega il parroco – vogliamo esprimere solidarietà a questi poveri ragazzi. Non sappiamo dove andranno a finire almeno 200 persone. Hanno voluto sgomberare il centro velocemente in modo un po’ misterioso: basti pensare che l’autista del pullman nemmeno sapeva dove doveva andare, forse in Basilicata”.

“Il Comune stava dando un segnale forte di accoglienza e integrazione che contrasta con l’idea generale di cacciare i migranti – aggiunge il religioso -. Ci preoccupano molto gli effetti del decreto sicurezza su coloro che non hanno ottenuto lo status di rifugiati e hanno i permessi umanitari in scadenza. Dove andranno?”. Uno di loro, Anthony, nigeriano, faceva il sagrestano in parrocchia. “Era bravissimo. E’ un dono che ci è stato tolto”.

Le polemiche
“Con il processo di chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto – dice il Pd romano – che fino al 31 gennaio porterà a smantellare un’importantissima esperienza di integrazione e accoglienza costruita anno dopo anno in provincia di Roma, si preannuncia una vera e propria emergenza sociale, umanitaria e e perfino sanitaria”. “Quanto è accaduto al centro per gli immigrati di Castelnuovo di Porto – dice il deputato romano del Pd Roberto Morassut – non è degno di una nazione civile. Una delle strutture più importanti per l’accoglienza degli immigrati è stata sgomberata senza adeguato preavviso, sperando donne, uomini e bambini, secondo una modalità che ricorda i lager nazisti. Nessuno è stato avvertito per tempo, nemmeno il Comune: un vero e proprio blitz”.

Solo tre anni fa Papa Francesco – dice il Dem Bruno Astorre – entrando al Cara di Castelnuovo di Porto – dove il 24 marzo 2016 celebrò la messa del Giovedì Santo con il rito della lavanda dei piedi a 11 profughi e un’operatrice -, “diede a tutti noi, che innanzitutto siamo persone, esseri umani, un semplice quanto straordinario e fortissimo messaggio. Oggi, con la cultura del più forte sul più debole, non solo si sta calpestando quel messaggio, ma si supera il limite dell’umana dignità”.

Il ministro dell’Interno: “Salvini deporta i bambini, i migranti: balle spaziali”
“Salvini deporta i bambini, i migranti: balle spaziali”, ha detto in diretta Facebook il ministro dell’Interno Matteo Salvini, parlando della chiusura del centro di Castelnuovo di Porto. “Tutti gli ospiti che erano dentro e che hanno diritto – ha aggiunto – saranno trasferiti con altrettanta generosità, perché se sei qui a chiedere asilo politico, non puoi pretendere di andare a Cortina. Se hai diritto rimani, altrimenti cominciano le pratiche perchè tu torni da dove sei arrivato”.

“Per il centro migranti più grande d’Europa, il Cara di Mineo, avvieremo la stessa procedura”, ha aggiunto Salvini. “Abbiamo fatto quello che avrebbe fatto buon padre famiglia”, ha proseguito ancora il ministro in una diretta Facebook parlando di quanto accaduto al Cara di Castenuovo, che “era rimasto il secondo in Italia, in passato aveva accolto più di mille persone”. Si trattava di un palazzo Inail e “non c’era alcuni tipo di contratto”; si pagavano “un milione di euro di affitto all’anno più altri 5 per garantire l’accoglienza ai migranti. Si sono intanto ridotti gli sbarchi e dunque siamo arrivati a fare una scelta di normalità”.