Arpad Weisz, dagli scudetti ai campi di sterminio

17 gennaio 2019 | 19:26
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Arpad Weisz, dagli scudetti ai campi di sterminio

Alla sinagoga, dal 19 gennaio al 3 febbraio, una mostra illustrata sul più grande allenatore di calcio ebreo degli anni ’30, perseguitato dalle leggi antiebraiche italiane e morto ad Auschwitz

REGGIO EMILIA – Arriva a Reggio Emilia una mostra illustrata sul più grande allenatore di calcio degli anni ’30, Arpad Weisz, campione d’Italia con Inter e Bologna, perseguitato dalle leggi antiebraiche italiane e morto ad Auschwitz. “Arpad Weisz – Dal successo alla tragedia”, organizzata da Istoreco, sarà visitabile nella sinagoga di via dell’Aquila, nell’ex ghetto cittadino, dal 19 gennaio al 3 febbraio 2019.

L’esposizione, realizzata dal Museo Ebraico di Bologna, è proposta alle scuole e alla cittadinanza di Reggio Emilia. Al centro, una delle figure sportive più tragiche e affascinante degli anni ’30, Arpad Weisz, calciatore ungherese di origine ebraica.

Arrivato in Italia come giocatore, vi rimane come allenatore, vince con l’Inter e con il Bologna tre scudetti e rivoluziona il calcio dell’epoca con schemi e approcci innovativi. La sua straordinaria carriera si interrompe con le leggi antiebraiche italiane nel 1938. È costretto a fuggire, prima in Francia e poi in Olanda, dove torna ad allenare con ottimi risultati. Quando i nazisti occupano i Paesi Bassi, viene catturato insieme alla moglie Elena e ai figli Roberto e Clara. Deportato ad Auschwitz, viene ucciso in una camera a gas il 31 gennaio 1944.

Dopo decenni di oblio, dal 2007 viene riscoperto grazie al lavoro del giornalista Matteo Marani. Ora, gli stadi di Bologna e Milano lo ricordano con targhe e titolazioni di aree. L’inaugurazione è in programma sabato 19 gennaio alle 18, con la presentazione ufficiale in compagnia del disegnatore Matteo Matteucci, autore del volume illustrato “Arpad Weisz e il Littoriale”. Matteucci dialogherà con Adriano Arati di Istoreco prima della visita guidata all’esposizione.

Sono in programma altri due appuntamenti. Sabato 26 gennaio alle 18, si terrà la presentazione di “Giusti – Storie di salvati e di salvatori in Emilia Romagna”, un documentario di Matthias Durchfeld e Andrea Mainardi. Gli autori ne parleranno con Alessandra Fontanesi di Istoreco. Infine, sabato 2 febbraio, ci sarà la conferenza “Gli italiani comuni e la Shoah”, con Simon Levis Sullam, storico dell’Università di Cà Foscari a Venezia, e Massimo Storchi di Istoreco.

La mostra sarà poi aperta al pubblico sabato 19 gennaio dalle 18 alle 20, domenica 20 febbraio dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, venerdì 25 gennaio dalle 10 alle 13, sabato 26 gennaio dalle 18 alle 20, domenica 27 gennaio dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, venerdì 1 febbraio dalle 10 alle 13, sabato 2 febbraio dalle 18 alle 20 e domenica 3 febbraio dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.

È possibile prenotare visite guidate per classi e gruppi, della durata di un’ora circa, anche fuori dalle aperture al pubblico. Per informazioni e prenotazioni scrivere a segreteriadidattica@istoreco.re.it.