Via Paradisi, sgomberata la cantina usata come dormitorio

Lo sfogo di una residente: "Le porte di sotto sono tutte rotte. Oramai è un albergo. Ci sono due appartamenti pignorati con dentro gente che si fa i cavoli suoi. I ghanesi all'ultimo piano hanno le stufe a gas e le alimentano con le bombole a Gpl. Nessuno controlla niente"

REGGIO EMILIA – E’ stata sgomberata la cantina occupata abusivamente in un condominio di via Paradisi 10. Il nostro giornale aveva dato conto della situazione riportando lo sfogo su Facebook di una residente che aveva mostrato i materassi con tanto di fornelletto a gas per cucinare. Stamattina è arrivato sul posto l’amministratore del condominio, l’architetto Matrone (che è lo stesso del palazzo di via Turri dove nella notte fra domenica e lunedì si è sprigionato l’incendio in cui sono morte due persone, ndr) che, insieme alla polizia municipale, ha provveduto a buttare via i materassi.

Dice a Reggio Sera la signora: “Due mesi fa aveva iniziato a dormire nei corridoi delle cantine una persona e poi sono diventate quattro o cinque. C’era uno che rimaneva lì fino a mezzogiorno. C’era una cantina, quella più grande, che sembra una camera da letto matrimoniale. Avevano messo una sbarra di ferro per chiuderla. L’appartamento è pignorato e quindi nessuno controlla. Dentro c’era anche una bicicletta e un fornellino per fare da mangiare. Le porte delle cantine sono tutte rotte e uno entra quando vuole”.

Continua la signora: “E’ un po’ che vengono a dormire nelle nostre cantine. L’anno scorso abbiamo pulito e abbiamo fatto cento sacchi di immondizia. C’era di tutto. Addirittura avevano rotto lo sportellino del contatore elettrico e ci hanno fatto la dispensa. Ci avevano messo dentro la Coca Cola. Le porte delle cantine qui sono tutte rotte. Oramai è un albergo. Ci sono due appartamenti pignorati e ci abita dentro gente che si fa i cavoli suoi. I ghanesi all’ultimo piano hanno le stufe a gas e le alimentano con le bombole a Gpl, dato che in questo palazzo il riscaldamento è stato staccato e ognuno si arrangia come può. Nessuno viene mai a controllare niente, non vediamo mai i vigili di quartiere”.