Vecchi: “Asili e scuole infanzia, pronti a forzare il bilancio”

Il sindaco: "Per difendere il piu' importante patrimonio di bene comune che abbiamo oggi in questa citta' contro le scelte del governo"

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – Ora come allora forzare gli equilibri di bilancio per sostenere le scuole dell’infanzia. E’ il guanto di sfida lanciato al Governo dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, che si dice pronto ad emulare gli amministratori cittadini degli anni ’60 che, proprio ignorando i vincoli della finanza pubblica, consentirono la nascita delle prime scuole reggiane, poi divenute famose in tutto il mondo.

Intervenendo in Consiglio comunale nel dibattito su una mozione popolare sul sistema educativo 0-6 anni, firmata da 3000 cittadini in gran parte genitori di piccoli studenti, Vecchi afferma: “Abbiamo oggi al potere un Governo che non sta investendo sull’educazione e sull’infanzia. Per questo io credo che questa citta’ deve prendere un impegno nella sua interezza, in prospettiva anche nei prossimi anni, ad essere pronta se fosse necessario a fare quello che fecero gli amministratori degli anni ’60”.

Cioe’: “Forzare gli equilibri di bilancio allora per realizzare le prime scuole, forzare gli equilibri di bilancio oggi per difendere il piu’ importante patrimonio di bene comune che abbiamo oggi in questa citta’, che sono le nostre scuole, i nostri nidi, le nostre scuole dell’infanzia, ma aggiungerei piu’ in generale tutto il sistema dei servizi alla persona che riguarda il welfare per anziani, minori non autosufficinenti e la sanita’”.

Questo, conclude Vecchi, “e’ il grande patrimonio che la citta’ ha costruito nel tempo e che va costantemente migliorato, aggiornato, innovato, ma soprattutto difeso la’ dove non ci fosse a livello centrale la necessaria sensibilita’ per poterlo sostenere e tutelare adeguatamente”.

La mozione popolare presentata, in particolare, chiede che il Comune solleciti al livello nazionale interventi legislativi che, “riconoscendo il ruolo dei Comuni nella gestione dei nidi e delle scuole dell’infanzia, consentano assunzioni nei sistemi educativi non limitati dai tetti di spesa imposti agli enti locali sul personale”.

A livello locale, invece, i cittadini premono per “destinare all’Istituzione nidi e scuole di infanzia del Comune le risorse statali assegnate per il ‘sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita a 6 anni'”, senza cosi’ ridurre (eventualmente) “il trasferimento annuale proveniente dal bilancio comunale”.

Più informazioni su