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Punti nascita, il M5S: “Bonaccini li rivuole? Tocca a lui”

I pentastellati: "Sulle chiusure il presidente si sveglia sotto le elezioni"

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REGGIO EMILIA – E’ la Regione a dover fare il primo passo verso la riapertura dei punti nascita chiusi negli ospedali di montagna, innanzitutto presentando una nuova richiesta di deroga al Comitato nazionale percorso nascite. E’ la posizione del Movimento 5 stelle in replica al governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che ieri ha annunciato di aver chiesto un incontro al Governo per ridiscutere della situazione di strutture come quelle di Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia), Pavullo (Modena) e Borgo Val di Taro (Parma), soppresse perche’ l’esiguo numero di parti effettuati – al di sotto dei 500 previsti dall’accordo Stato-Regioni del 2010 – ne ha messo in discussione la sicurezza di mamme e nascituri.

Giulia Gibertoni, consigliera pentastellata in Assemblea legislativa ha presentato una risoluzione per chiedere appunto alla giunta di presentare “fattivamente” una nuova richiesta di deroga “e avviare un confronto con il ministero della Sanita’ per rivisitare i contenuti dell’accordo Stato-Regioni del 2010, affinche’ siano riaperti i tre punti nascita e in futuro non ci sia piu’ il rischio di chiusura per altri”. Sulla stessa linea Silvia Piccinini e Raffaella Sensoli, rispettivamente capogruppo e consigliera regionale M5s, che aggiungono: “Evidentemente l’avvicinarsi della campagna elettorale deve fare miracoli se il presidente Bonaccini, dopo non aver alzato mai un dito per salvare i punti nascita chiusi in questi anni e anzi aver difeso in ogni sede quella scelta scellerata, oggi si dice disponibile a parlare di una loro riapertura”. Ma per evitare “che questo non sia l’ennesimo bluff del presidente lo invitiamo, assieme al suo partito, a votare le nostre risoluzioni che da tempo prevedono nuove richieste di deroga”.

Maria Edera Spadoni e Stefania Ascari, deputate del M5s, rincarano la dose su Bonaccini: “La richiesta di incontro sara’ accolta, ma non basta richiedere un tavolo per dimenticare le responsabilita’ e le scelte del passato della Regione e le competenze che sono sempre della Regione, che deve risolverle senza passare il cerino in mano ad altri in vista delle elezioni regionali”. In dettaglio Ascari spiega: “Lunedi’ ho partecipato all’incontro al ministero della Salute con il direttore generale Andrea Urbani, il quale mi ha spiegato che senza la deroga della Regione il ministero non puo’ fare niente. Mercoledi’ 19 avremo un nuovo incontro in ministero per sottoporre tale problematica al sottosegretario con delega ai punti nascita Luca Coletto. Ma se Bonaccini vuole passare ai fatti si deve unire alle nostre richieste e risolvere in primo luogo lui come Regione questo problema”.

Forza Italia, invece, prende le parti della struttura “dimenticata” di Porretta. “Ci chiediamo per quale motivo il punto nascita di Porretta non venga mai contemplato dalla Regione tra quelli meritevoli di attenzione e da portare sul tavolo ministeriale”, sottolinea il deputato Galeazzo Bignami, insieme alla conisgliera metropolitana di “Alto Reno Terme” a Bologna Marta Evangelisti. “Porretta- ribadiscono- non e’ un territorio di serie B”.

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