E’ morto ucciso da un infarto il chirurgo Mario Meinero

E' stato colto da un malore improvviso mentre passeggiava con il cane la sera di Natale in via Gattalupa a pochi passi da dove abitava. Sabato mattina i funerali

REGGIO EMILIA – E’ morto, all’età di 72 anni, la sera di Natale, stroncato da un infarto, il chirurgo Mario Meinero (nella foto è il secondo da destra), originario di Cuneo, ma da tanti anni residente a Reggio e per lungo tempo medico al Santa Maria Nuova (era in pensione dal 2005). Verso le 20 della sera di Natale è uscito dalla sua casa di via Gattalupa per portare a passeggio il cane e, poco dopo, è stato ucciso da un infarto dovuto a problemi cardiaci di cui Meinero soffriva da tempo. Il chirurgo lascia la compagna Daniela Lorenzoni (pediatra in pensione) e la figlia Marina (attrice di teatro e regista che vive a Parigi).

I funerali si terranno sabato, alle 10.30, al cimitero di Coviolo. Dopo una breve cerimonia funebre, è prevista la cremazione.

Meinero aveva iniziato la sua carriera a Modena e poi, dal 1976, era entrato nello staff di assistenti, al Santa Maria Nuova, del professor Parisoli della divisione chirurgica. Era poi andato all’ospedale di Correggio dove era diventato primario della divisione chirurgica. Poi era tornato al Santa Maria Nuova dove per dodici anni, dal 1989 al 2001, era stato primario della prima divisione chirurgica.

Dal 2001 al 2005, invece, è stato primario nell’ospedale umbro di Città di Castello. Poi, dopo il suo pensionamento l’incarico in campo umanitario, soprattutto in Palestina dove, fino al 2015, su incarico del ministero degli Esteri italiano, ha guidato una missione umanitaria nei territori occupati, portando la chirurgia laparoscopica negli ospedali, grazie alla collaborazione di diversi colleghi italiani. Da tre anni, invece, insegnava e formava i chirurghi all’ospedale di Gaza.

Il cordoglio
Numerosi i messaggi di cordoglio dopo la morte del chirurgo. Istoreco scrive: “Ricordiamo la bellissima esperienza con Mario durante uno dei Viaggi della Memoria in Israele, la visita all’orfanotrofio palestinese che porta il nome di Giuseppe Carretti, ex presidente dell’Anpi provinciale di Reggio Emilia”.

L’Anpi, invece, lo ricorda così: “Il pensiero di molti di noi va, in primo luogo, al periodo in cui con competenza ed umanità ha curato tanti di noi o nostri familiari presso l’Ospedale Santa Maria Nuova. Poi, anche tuo tramite, abbiamo partecipato alla sua grande passione ed attività intrapresa in favore della Palestina e gli siamo sinceramente grati ed orgogliosi come reggiani. Conserviamo molte immagini che testimoniano la sua abnegazione e il suo impegno nella realizzazione dell’asilo di Seilat, intitolato al presidente Anpi “Giuseppe Carretti”, tanto desiderato da quelle disgraziate popolazioni “.

Infine Boorea scrive: “Meinero, chirurgo di fama internazionale, è stato straordinario interprete di quello spirito internazionalista che ha caratterizzato molti giovani che hanno vissuto l’impegno sociale e politico negli anni ’60 e ’70. Un impegno che ha fortemente caratterizzato Meinero per tutta la sua vita e che si è innestato in anni recenti anche sulle attività svolte da Boorea. Infatti il chirurgo cuneese, reggiano di adozione, è stato protagonista, tra il 2008 e il 2012, di uno dei progetti più importanti sostenuti da Boorea, quello per portare la laparoscopia negli ospedali palestinesi, in particolare a Ramallah, Hebron e Gaza. Il progetto, finanziato dal Ministero Affari Esteri, gestito da AISPO San Raffaele con la collaborazione della ong GVC, fu supportato in maniera rilevante sul piano economico e progettuale da Boorea e CCPL. Il progetto “Laparoscopia in Palestina” era incentrato anche sulla formazione a distanza dei medici palestinesi, tanto più importante in un contesto come quello palestinese, fortemente segnato nella West Bank dalla occupazione militare israeliana e da condizioni operative estremamente difficili in tutto il Paese per il drammatico e pluridecennale conflitto israeliano-palestinese. Lo straordinario impegno di Meinero per la Palestina e per la solidarietà internazionale si è tradotto in tante altre attività che molte associazioni, a Reggio e non solo, possono testimoniare, come quelle per la realizzazione di un asilo infantile a Seilat nei Territori Occupati. Ai progetti di solidarietà in Palestina è dedicato il numero 45 dei Quaderni di Boorea, il film “E oggi cosa succederà?” realizzato da TRVIDEO nel 2010 e incentrato in gran parte proprio sulla figura di Mario Mainero, un uomo di pace, un grande amico della cooperazione internazionale”.