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Manovra, ok del Senato: si torna alla Camera

Fiducia sul maxiemendamento e ok del Senato in nottata alla Manovra, che tornerà alla Camera in terza lettura il 28 dicembre. Bagarre in aula a Palazzo Madama, col Pd che vuole fare ricorso alla Corte costituzionale

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REGGIO EMILIA – L’Aula del Senato approva la Manovra. Il testo torna alla Camera per la terza lettura. Il testo approderà in Aula a Montecitorio il 28 dicembre. I voti a favore sono stati 163, 68 i contrari e due gli astenuti. Il Senato ha confermato la fiducia al Governo sulla Manovra economica. I voti a favore sono stati 167, 78 i contrari e tre gli astenuti, tra cui il senatore a vita Mario Monti. “Un primo passaggio è stato completato, adesso passiamo alla Camera”: è quanto si è limitato a dire il premier Giuseppe Conte, lasciando Palazzo Madama dopo il voto.

Il governo ha dovuto porre la fiducia nell’Aula del Senato sul maxiemendamento alla manovra. Solo nel tardo pomeriggio il via libera era arrivato il via libera della commissione Bilancio, ma il testo è stato votato solo dalla maggioranza. Tutta l’opposizione ha abbandonato la commissione.

“La maggioranza – spiega il capogruppo del Pd Andrea Marcucci – ha deciso di andare avanti ad oltranza, fino a notte fonda. Per cui dopo che verrà approvata in Aula la proposta di calendario ci sarà una discussione generale che durerà 3 ore e mezza, visto che la maggioranza ha rinunciato ad intervenire in quella fase per guadagnare tempo. Dopodichè si passerà alla chiama per approvare ogni cosa di notte”.

E c’è stata bagarre nell’Aula del Senato dopo la votazione sul calendario dei lavori. La confusione era tale, con la protesta del Pd, che la presidente Elisabetta Alberti Casellati ha dovuto sospendere la seduta. Dei senatori del Pd hanno occupato i banchi del governo nell’Aula del Senato. La presidente Elisabetta Alberti Casellati li ha invitati ad allontanarsi e ha chiesto l’intervento dei questori. La senatrice Simona Malpezzi ha accusato la senatrice questore Laura Bottici (M5S) di “averle messo le mani addosso”.

Il Pd solleverà ricorso a Corte costituzionale
“Viste le gravissime violazioni dell’articolo 72 della Costituzione, il gruppo parlamentare del Pd esprime la volontà di sollevare ai sensi dell’art. 134 della Costituzione il ricorso diretto alla Consulta affinchè si pronunci sulla enormità che si sono compiute sotto i nostri occhi e sotto quelli del Paese da parte di questo governo violento che se ne frega dei diritti del Parlamento”, ha annunciato nell’Aula del Senato il capogruppo Andrea Marcucci.

Il via libera in Commissione è stato preceduto da proteste: “Dateci un testo, vergogna, siete dei buffoni”, hanno urlato i senatori delle opposizioni davanti all’ufficio del presidente della commissione Bilancio Daniele Pesco poco prima che ripresse l’esame del maxiemendamento.

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