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Internet nelle frazioni? Ci pensa il centro sociale

Una mega antenna acquistata da questi luoghi di aggregazione trasmetterà il segnale fino a cinque chilometri. Basterà tesserarsi, installare un ricevitore e sottoscrivere un abbonamento triennale di 10 euro al mese

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REGGIO EMILIA – La connessione veloce a internet? Se non c’e’, la mette il centro sociale. Succede a Reggio Emilia, nelle frazioni cittadine scarsamente abitate che si trovano a meta’ tra la citta’ e la campagna. Di fatto delle “zone grigie” dove gli operatori del mercato delle telecomunicazioni ritengono antieconomico investire e lo Stato (che attraverso la societa’ in house del ministero dello Sviluppo economico Infratel certifica le aree di “fallimento del mercato” e realizza le infrastrutture telematiche necessarie) ha le mani legate, essendo queste zone in parte inserite nel tessuto urbano.

Cosi’ i reggiani hanno dovuto arrangiarsi, inventandosi un modello praticamente unico che, partito nel 2015 nella frazione di Coviolo, ha vinto nel 2017 un premio della Commissione europea per la miglior idea innovativa contro il cosiddetto “digital divide” nelle aree rurali. Il wi-fi a casa dei cittadini e’ infatti fornito a titolo di “servizio” dai centri sociali della zona, che a Reggio Emilia sono collegati alla rete della banda ultralarga pubblica attivata dalla societa’ regionale Lepida.

Attraverso una grande antenna – acquistata dal centro sociale stesso – il segnale di internet viene poi “ripetuto” nei dintorni, fino ad una distanza di circa 5 chilometri. Per poterne usufruire ai cittadini (o alle imprese) bastera’ tesserarsi al centro sociale, installare a loro volta un’antenna, e sottoscrivere un abbonamento triennale. I costi? Decisamente piu’ vantaggiosi di quelli del libero mercato, perche’ si tratta di 10 euro al mese, “un terzo delle tariffe comunemente applicate dai privati”.

Supportato dal Comune – che ha speso in contributi ai centri sociali per le antenne circa 50.000 euro – il modello verra’ ora esportato da Coviolo, dove e’ partito in via sperimentale tre anni fa, anche nelle frazioni di Fogliano (gia’ entro gennaio 2019) e Massenzatico, raggiungendo circa 7000 reggiani e decine di imprese. Non e’ tutto: i proventi degli abbonamenti fatti dai centri sociali ai cittadini, una volta raggiunto il punto di equilibrio economico, “saranno reinvestiti in progetti per il miglioramento delle frazioni”, spiega il sindaco Luca Vecchi.

“Questa iniziativa – aggiunge – e’ la testimonianza di come nella nostra citta’ da un lato la vivacita’ civica dei cittadini, dall’altro le istituzioni, lavorino insieme per diventare dei ‘provider’ di legami sociali e costruttori di comunita’, arrivando la’ dove lo Stato non puo’ e il mercato, per le sue dinamiche legittime, decide di non andare”. C’e’ “quindi anche una forte valenza etica in questa operazione, che migliora la qualita’ della vita dei quartieri perifierici”, conclude il sindaco. Valeria Montanari, assessore comunale all’Agenda digitale, definisce il progetto “non solo straordinario, ma anche rivoluzionario”, paragonandolo all’attivita’ delle Farmacie comunali riunite.

“Come gli utili delle farmacie hanno sostenuto e sostengono il welfare pubblico- dice Montanari- cosi’ i centri sociali aiuteranno le frazioni. Credo che sia anche una bella sfida per i centri, per ridefinire il loro ruolo strategico di luoghi di aggregazione, volontariato e servizi nei quartieri”.

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