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Imprese, la Cisl: “Lavoro irregolare in 150 su 400”

Il sindacato: "Aprire tavoli specifici per affrontare il fenomeno"

REGGIO EMILIA – Grido di allarme della Cisl sul lavoro irregolare nelle aziende di Reggio Emilia. Prende le mosse dagli ultimi dati riportati dall’ispettorato del lavoro, secondo cui dall’1 gennaio al 30 giugno di quest’anno sono state controllate oltre 400 aziende in tutta la provincia e il 37,5% di queste – circa 150 – sono risultate non a norma. Numeri spia di un fenomeno che, per il segretario generale William Ballotta, “il territorio reggiano deve affrontare in appositi tavoli territoriali concertati tra le diverse istituzioni e associazioni”.

La provincia di Reggio Emilia, aggiunge Rosamaria Papaleo, componente della segreteria Cisl. “non e’ pero’ meno virtuosa di altre. Bisogna tenere conto, infatti, che la percentuale di aziende irregolari e’ relativa a quelle controllate. E nonostante la carenza di personale, piu’ volte da noi denunciata, le verifiche sono state effettuate come di dovere”. Inoltre, osserva Papaleo, “i lavoratori stanno prendendo per fortuna sempre piu’ consapevolezza dei loro diritti e decidono di denunciare sempre piu’ spesso”.

Ad oggi le denunce che pervengono all’Ispettorato territoriale fatte dai lavoratori sono state circa 200. A incentivare il lavoro irregolare e’ poi “l’assenza di una forma contrattuale adatta per regolare il lavoro occasionale e i piccoli lavoretti stagionali. dopo che sono stati cancellati i voucher con il governo Gentiloni”, conclude la sindacalista.