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Effetto Huawei, affondano le Borse: spread a 296 punti

L'arresto della direttrice finanziaria del colosso cinese si abbatte sui negoziati già tesi fra Usa e Cina e fa crollare i listini mondiali

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REGGIO EMILIA – Chiusura pesante per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha ceduto il 3,54% a quota 18.643 punti, di nuovo sotto la soglia del 19mila punti sopra a cui si trovava dallo scorso 26 novembre. A pesare l’arresto shock della figlia del fondatore di Huawei. Chiude in deciso rialzo lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale sale a 296 punti base dai 278 punti di ieri. Il rendimento del titolo decennale del Tesoro sale al 3,19%.

Chiusura pesante per le principali borse europee. Parigi ha ceduto il 3,31% a 4,780 punti, Londra il 3,15% a 6.704 punti e Francoforte il 3,48% a 10.810 punti. Anche Wall Street affonda sui timori per il caso Huawei che rischia di mettere in pericolo la tregua Trump-Xi. Dopo due ore di contrattazioni il Dow Jones perde il 3,03%, il Nasdaq il 2,26% e l’indice S7&500 il 2,72%.

L’arresto di Meng Wanzhou, figlia del fondatore del colosso cinese, ha dato il colpo di grazia alle Borse asiatiche, aggiungendo un nuovo elemento di incertezza allo stop and go nei negoziati commerciali fra Stati Uniti e Cina. Tokyo ha chiuso in ribasso dell’1,91%. Analoghe perdite sulle piazze cinesi: Shenzhen è calata del 2,16% e Shanghai dell’1,66%. Hong Kong cede il 2,96%.

Pesano le motivazioni dell’arresto, maturato nell’ambito di un’indagine sulla violazione delle sanzioni all’Iran. Senza dimenticare i dubbi che gli americani nutrono sul fatto che gli smartphone cinesi possano essere usati a scopi di spionaggio. Male anche Seul, che ha perso l’1,55%, mentre Sidney è in calo dello 0,22%. I futures indicano aperture in ribasso anche per Wall Street e per i mercati europei. Fra gli appuntamenti di oggi, la riunione dell’Opec. Negli Stati Uniti, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e i dati sulla bilancia commerciale a ottobre.

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