Correggio, minacce e botte alla madre: arrestato

Un 44enne finisce in carcere per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti della mamma

CORREGGIO (Reggio Emilia) – Un 44enne reggiano è stato condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. L’uomo per anni ha maltratto la madre, una 65enne convivente, con continue vessazioni psichiche e fisiche.

Si era lasciato andare ad eccessi di ira che lo avevano visto offendere con i peggiori epiteti la donna oggetto di continui sputi in faccia, fino ad arrivare a usarle violenza e farla finire in ospedale quando ha appreso che la mamma, esasperata per quanto subiva, aveva trovato la forza e il coraggio di denunciare tutto ai carabinieri. L’uomo, dopo il fallimento del suo matrimonio, era tornato a convivere con la mamma.

I primi tre anni di convivenza familiare erano andati bene ma poi l’atteggiamento dell’uomo nei confronti della madre era mutato. La donna voleva vedere sistemato il figlio e questo lo ha mandato su tutte le furie. La donna era costretta a subire sputi, offese e minacce di ogni tipo da parte del figlio che le aveva perfino lanciato addosso oggetti come ad esempio le scarpe antinfortunistiche da lavoro che, in un’occasione, avevano lacerato le labbra della madre.

Esasperata per quanto era costretta a subire la donna ha trovato la forza e il coraggio di denunciare il figlio. Denuncia che ha inasprito ulteriormente i rapporti con l’uomo che, oltre a minacciare di morte la madre, sapendo della denuncia, l’ha picchiata colpendola con un pugno in faccia e l’ha trascinata per i cappelli fino all’ingresso dell’abitazione.

Per questi fatti risalenti tra il 2012 e il 2013 (che avevano già visto l’uomo essere arrestato dai carabinieri) l’uomo, un 44enne reggiano, è stato condannato dal Tribunale a 1 anni e 4 mesi di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. La sentenza è diventata esecutiva e così i carabinieri hanno arrestato l’uomo e lo hanno portato in carcere.