“Vogliamo riportare il calcio albinetano agli antichi fasti” foto

Intervista al presidente Alessandro Simonazzi, presidente dello United, società nata dopo la fusione col Bellarosa. Settore giovanile e salto di categoria sono le priorità. Nel progetto anche una politica di rafforzamento delle strutture d’allenamento

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ALBINEA (Reggio Emilia) – Risulta davvero difficile restare estranei a quello che è il grande mondo del calcio locale. Una bellissima malattia che coinvolge tutto e tutti, imprenditori compresi. Nel corso della nostra lunga narrazione sportiva, la nostra redazione si è spesso soffermata su quella che è stata una delle più romantiche avventure sportive della provincia: la scalata del Bellarosa dal nulla fino alla Prima Categoria. Durante quella narrazione abbiamo avuto l’onore e il privilegio di conoscere gente di qualità, dirigenti impegnati e severamente devoti a quel calcio di paese socialmente utile che, nonostante tutto, sopravvive in diverse piazze.

Non ama stare sotto i riflettori, preferisce dare spazio agli altri. Mecenate convinto, locale doc che ha indossato la prima casacca da calcio a 5 anni, per poi arrivare a sfiorare anche i professionisti. Stiamo parlando di Alessandro Simonazzi, ieri giocatore e poi sostenitore, oggi regista e presidente della rinnovata United Albinea.

Alessandro, alla fine non hai resistito e hai accettato l’onere di guidare questo nuovo club
L’amministrazione comunale mi ha chiesto di raggruppare le società sportive di Bellarosa e Albinea in una sola bandiera. Sono sempre stato in ottimi rapporti con gli amici di Albinea, dopo qualche cena tutti insieme è nata la nuova società, club che ha il compito di rilanciare il calcio e di ridare splendore al settore giovanile.

Con il Bellarosa una bellissima avventura, forse è proprio in quelle vittorie che hai ritrovato la passione per il calcio
L’amore per lo sport non è mai svanita, però, per motivi di lavoro, sono stato costretto a fare delle scelte. Oggi che l’azienda è più strutturata mi sono ritagliato del tempo per dare il mio contributo alla comunità. Col Bellarosa ero solo uno dei più appassionati tifosi. Il vero motore trainante è sempre stato Massimo Tanferri.

Parliamo proprio di Tanferri, quanto è importante poter contare su una persona così?
Fondamentale. Il nostro vero top player. Massimo è una persona unica per voglia di fare e per passione, sono questi i dirigenti che reggono il nostro calcio di paese. Oggi risulta ancora più importante dato che è una presenza fissa ai campi d’allenamento. Posso affermare che è il nostro punto di riferimento.

Settore giovanile. Più di venti allenatori e diversi progetti ambiziosi: siete stati di parola
La nostra priorità è il settore giovanile, la prima squadra è importantissima perché funge da stimolo per i ragazzi della Scuola calcio. Vogliamo rilanciare il settore giovanile, vogliamo riportare Albinea a disputare delle finali provinciali, abbiamo il dovere di provarci anche se non sarà facile vista la concorrenza. Inoltre la nostra squadra deve assolutamente salire di categoria, quando giochi in Prima o in Promozione tutto il club diventa più blasonato e anche i ragazzi sono più stimolati nello scegliere Albinea come settore giovanile.

Una bellissima avventura anche per la Juniores, protagonista al Torneo della Montagna
Ho giocato al Montagna diverse volte, mai mi sarei immaginato di vincerlo con la Juniores. Ringrazio Tacchini e tutti coloro che hanno allestito la squadra, è stata una bella esperienza che sicuramente ripeteremo in futuro.

Quali sono le priorità del club?
Al momento siamo impegnati nella riorganizzazione e nel potenziamento del settore giovanile, siamo riusciti a coinvolgere diversi allenatori importanti, istruttori che faranno la differenza. Una delle priorità è anche rafforzare le strutture d’allenamento: il campo di Bellarosa è ottimo come terreno ma non è illuminato, inoltre “Il Poggio” è bellissimo, ma non ha una struttura d’allenamento oltre al campo centrale. Al momento stiamo dialogando con l’amministrazione comunale per trovare la soluzione migliore.

Sarà importante anche uscire dalle sabbie mobili e guadagnare la Prima Categoria
Stiamo facendo il possibile: la squadra è di ottimo llivello, anche l’anno scorso ci siamo andati vicini. Serve pazienza, ho fiducia in questi ragazzi e sono certo che faranno di tutto per portare l’Albinea in Prima.

In chiusura, presidente, cosa ti senti di dire?
La nostra non è una comparsata: abbiamo gettato le basi su un progetto a lungo termine che ci vedrà impegnati nella costruzione di qualcosa destinato a durare nel tempo. Oggi però ci occorre una mano, ci servono volontari, dirigenti accompagnatori, sostenitori… Le porte della nostra società sono sempre aperte. Tutti, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa di grande per la comunità.

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