Stipendio pignorato, il Comune: “La Tari deve essere pagata”

L'amministrazione: "La tesi delle 'case vuote' non c'entra nulla. Quel signore non ha pagato né per l'abitazione, né per l'attività economica cessata"

REGGIO EMILIA – “Il signor S. C., risulta avere due posizioni Tari a lui riconducibili: la sua abitazione di residenza a Reggio Emilia dove è rimasto fino al 5 febbraio 2018, per la quale risulta non aver versato il tributo dal 2013 in poi; e un’attività, in un viale cittadino, per la vendita di beni non alimentari, chiusa alla fine del 2014, per la quale non risulta aver mai pagato la Tari”.

Il Comune replica al nostro articolo in cui raccontavamo la storia del signor S.C. che si è visto pignorare lo stipendio per la tariffa rifiuti non pagata in una casa in cui, a suo dire, non abita più da anni.

Precisa l’amministrazione: “Il pignoramento citato riguarda la Tari dell’attività, anno 2013, per il quale ha ricevuto – non è stato un fulmine a ciel sereno, sono state eseguite le prassi disposte dalla legge – avvisi di accertamento al numero civico di Reggio Emilia in cui abitava, notificati con compiuta giacenza, poi le ingiunzioni conseguenti e alla fine l’intimazione che ha preceduto il pignoramento, regolarmente notificata all’attuale indirizzo di Parma in cui abita ora l’interessato. Agli atti del Comune, questo signore risultava residente fino a inizio febbraio 2018 in una strada e a un civico ben precisi di Reggio Emilia e lì ovviamente sono stati recapitati i diversi avvisi del percorso, fino al nuovo indirizzo di Parma”.

Conclude il Comune: “La tesi delle ‘case vuote’ colpite da Tari non c’entra nulla. A quanto risulta ad oggi, si tratta più semplicemente di un caso di Tari non pagata, né per l’abitazione, né per l’attività economica poi cessata. Perciò l’attività di accertamento prosegue, per le annualità mancanti”.