Pieve, ostaggi liberati e sequestratore arrestato

L'uomo, armato con un coltello, si è arreso dopo oltre otto ore

REGGIO EMILIA – Dopo otto ore di contrattazione, verso le 16.30, finalmente, Francesco Amato si è arreso ed è stato arrestato dalle forze dell’ordine. Ha aperto la porta e ha fatto uscire i quattro ostaggi che erano con lui sono stati liberati e sono in buone condizioni. Termina così una lunghissima giornata. E’ stato accolto da applausi ironici da parte di numerosi parenti ed esponenti della comunita’ calabrese di Reggio che hanno gridato: “Bravo Francesco, bravi voi che avete sconfitto la ‘ndrangheta”.

I dipendenti che sono stati sequestrati dal condannato sono la direttice Emanuela Montanari, Marisa Borelli (di Cadelbosco ma a Reggio per un temporaneo distaccamento in sostituzione di un dipendente in ferie), Massimo Maini e Anna Maria Melito. In precedenza era stata liberata Annalisa Caluzzi.

Il colonnello Cristiano Desideri ha detto: “Tutti gli ostaggi sono incolumi. Il soggetto si è consegnato dopo una lunga negoziazione e adesso è stato portato in caserma. L’uomo richiamava l’attenzione sulla sua condizione pesonale e si riteneva vittima di un ingiusto processo, perché lui sostiene di non appartanere alla ‘ndrangheta”. Ha aggiunto Desideri: “Lo ha convinto il dialogo con i negoziatori. Abbiamo fatto leva sul suo senso di umanità, facendogli capire che quegli ostaggi non c’entravano nulla”.

Francesco Amato, 55 anni, condannato a 19 anni e un mese per associazione mafiosa nel processo Aemilia, destinatario di un ordine di carcerazione e ricercato dalle forze dell’ordine da tre giorni, era barricato da stamattina alle 8.30 nell’ufficio postale di Pieve con una funzionaria e altre tre dipendenti.

L’uomo era armato di un coltello lungo 25 centimetri. Sul posto polizia e carabinieri. La via Emilia era stata chiusa (ora potrà essere riaperta) dalla rotatoria di via Camurri a quella della Citroen (con grossi disagi sulla viabilità) e le attività intorno all’ufficio postale erano state sospese. Davanti all’ufficio postale è arrivato anche Marco Mescolini, procuratore capo di Reggio Emilia e pm antimafia nel corso del processo Aemilia.

Amato era entrato stamattina e aveva iniziato ad urlare: “Fuori, fuori, fuori”. In quel momento, oltre agli impiegati, erano presenti tre clienti. Il 55enne aveva anche espresso il desiderio di parlare con il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Amato aveva consentito verso mezzogiorno a una dipendente, Annalisa Caluzzi, in preda a una crisi d’ansia, di uscire e raggiungere l’ambulanza. E’ svenuta ed è stata portata in ospedale. Sul posto erano arrivati anche il prefetto, Maria Grazia Forte il vicesindaco Matteo Sassi e il sindaco Luca Vecchi.

Amato, lo ricordiamo, è stato condannato il 31 ottobre a 19 anni e un mese di reclusione nel processo Aemilia, con l’accusa di essere uno degli organizzatori dell’associazione ‘ndranghetistica. Assieme al fratello Alfredo, secondo i magistrati della Dda di Bologna era “costantemente in contatto con gli altri associati (e della famiglia Grande Aracri) in particolare per la commissione su richiesta di delitto di danneggiamento o minaccia a fini estorsivi, commettendo una serie di reati”.

La nipote: “Non si può condannare uno a 19 anni per delle telefonate
Sul posto anche la nipote di Francesco Amato che ha detto ai cronisti: “Lui non può essere condannato a 19 anni per delle telefonate. Io mi metto anche nei panni di chi è li dentro. Ma, guardate, lui è sangue del mio sangue e so che non farà mai male a nessuno. Cosa dice lui? Lui dice che è innocente. L’ha fatto perché lui vuole giustizia e lo ha fatto per vedere se gli danno una condanna più bassa. Io mi metto nei panni di quella povera gente che è lì dentro e spero che finisca presto questa cosa. Lui non è una persona cattiva”.

Dell’Orco e Spadoni: “siamo vicini agli ostaggi e alle famiglie”
“Siamo vicini agli ostaggi, alle famiglie e alle Forze dell’ordine impegnate nella trattativa. Assurdo quello che sta accadendo, il Governo sta seguendo gli sviluppi di queste ore”. Cosi’ il sottosegretario ai Trasporti, Michele Dell’Orco su Facebook. Gli fa eco Maria Edera Spadoni, deputata del Movimento 5 stelle e vicepresidente della Camera, sempre su Facebook: “Siamo vicini alle Forze dell’ordine che da ore, e ancora in questo momento, stanno operando per risolvere la situazione quanto prima e affinche’ il condannato sia assicurato alla giustizia. Un pensiero di cuore agli ostaggi e alle loro famiglie”.

Bonaccini: “Il primo pensiero agli ostaggi”
Scrive il presidente della Regione, Stefano Bonaccini: “Il primo pensiero va a chi e’ rimasto ostaggio per tante ore e ai loro familiari, tornati finalmente alla liberta’ i primi e a un minimo di tranquillita’ i secondi. E’ a loro che si stringe l’intera comunita’ regionale. E a nome di tutti gli emiliano-romagnoli, voglio ringraziare le forze dell’ordine, i vertici dei Carabinieri, i militari e gli agenti impegnati sul campo, gli inquirenti e magistrati che hanno portato a termine un’operazione complessa e difficile senza che ci fossero conseguenze ancor piu’ tragiche rispetto comunque alla drammaticita’ di quanto successo”.

Salvini: “Le nostre forze dell’ordine sono le migliori al mondo”
Il ministro dell’Interno Salvini dice: “Si e’ conclusa nel migliore dei modi la vicenda di Reggio Emilia: il sequestratore e’ stato arrestato e gli ostaggi sono sani e salvi. Una volta in piu’ ringrazio la straordinaria professionalita’ delle nostre Forze dell’Ordine, che si confermano tra le migliori al mondo”.

Il sindaco Vecchi: “Grazie alla professionalità dei carabinieri”
Scrive il sindaco Vecchi: “La conclusione positiva e pacifica del sequestro di persona avvenuto oggi a Pieve da parte di un condannato in primo grado del processo Aemilia ci porta a ringraziare i carabinieri, i reparti speciali, tutte le forze dell’ordine intervenute sul luogo per evitare che una situazione così drammatica potesse degenerare. La loro professionalità,  esperienza e capacità di risolvere casi complicati, che abbiamo sempre avuto modo di apprezzare, trovano riscontro ulteriore oggi.
Come Amministrazione comunale abbiamo seguito l’evolversi della situazione sia di persona sul luogo assieme anche al vicesindaco Matteo Sassi, sia in contatto costante col Prefetto di Reggio Emilia. Ai vertici della filiale, ai dipendenti delle Poste tenuti lungamente in ostaggio, alle persone che sono state trattenute anche solo per alcuni istanti, alle loro famiglie va il nostro sentimento di vicinanza e la nostra solidarietà affettuosa. E’ anche grazie alla loro calma, al loro coraggio e alla capacità di resistere in un momento che è stato terribile se tutto si è potuto risolvere per il meglio. Nei prossimi giorni, quando la paura e la tensione si saranno attenuate, è nostra intenzione incontrarli per poter loro esprimere di persona il nostro ringraziamento.
Tutta la città ha vissuto oggi con grande partecipazione e con angoscia la condizione degli ostaggi. Grazie alla professionalità dei reparti intervenuti a negoziare, l’esito è stato senza conseguenze sulle persone coinvolte e questo è un elemento di grande rassicurazione alla città”.